Manfredi Salemme - Trekking in tutto il mondo per ADMO e la SCIENZA ------- masalemme@gmail.com ---- Cerco sponsorizzazioni per l' Australia - Guya Trekking 2011

FERRANIA

Andrea, Manfredi e Filippo
Cristina, Andrea, Manfredi e Chicco

Bocchetta di Altare



ARRIVATO A FERRANIA IL 30 AGOSTO ALLE ORE 18,30

IL MONDO CHE VORREI



SAREBBE BELLISSIMO MENTRE MI AVVICINO A FERRANIA, QUANDO SONO NEI PRESSI DELLA CASA DEI MIEI AMICI: CRISTINA,CHICCO,FILIPPO E ANDREA, SENTIRE QUESTA CANZONE.... FILIPPO E ANDREA PENSATECI VOI!







Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei

Non si può
sorvolare le montagne
non puoi andare
dove vorresti andare.
Sai cosa c'è
ogni cosa resta qui.
Qui si può
solo piangere...
...e alla fine non si piange neanche più.

Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei.

Non si può
fare quello che si vuole
non si può spingere
solo l'acceleratore.
Guarda un pò
ci si deve accontentare.
Qui si può solo perdere...
....e alla fine non si perde neanche più

(Vasco Rossi)

E-mail della Via Alpina Org




Caro Manfredi,

Durante tutto l'estate ho seguito il Suo blog molto interessante, lo trovo meraviglioso come Lei sa godere la montagna e superare le difficoltà. Sono molto grata che abbia voluto collaborare con noi e ci ha permesso di pubblicare la Sua avventura sul nostro sito. Bellissimo anche i legami creati con altri "Via Alpinisti".

Grazie anche per i commenti che Lei ha inseriti ieri sul nostro sito. Quindi la Sua data di arrivo ufficiale è domani 29 agosto, oppure il 31? Appena scaduta, indicherò sulla pagina "chi parte" che abbia chiuso la traversata. E poi nel corso dell'autunno trasferirò il link verso il Suo blog (che spero rimarrà in linea per più anni?) nella parte "chi rientra"!

È importante per Lei di pubblicare sul nostro sito il lungo comunicato sul Suo progetto (inserito ieri pero in data di giugno)? Al nostro senso la rubrica "commenti" è piuttosto dedicata a breve notizie o domande, e tutta l'informazione sul Suo progetto la possono trovare via i link (negli Sui altri commenti e sulla pagina "chi parte"). Quindi se Le va bene preferirei togliere questo testo.

Sono di cuore con Lei per gli ultimi chilometri, mi farebbe piace salutarla di persona (pero purtroppo abito abbastanza lontano e il mio lavoro di coordinamento si svolge sopratutto in ufficio), forse un giorno... Cordialissimi saluti - e buon riposo a casa!!

Nathalie

Nathalie Morelle
Coordinatrice Via Alpina-Internazionale
Associazione La Grande Traversée des Alpes

Sede: 14 rue de la République, BP 227, F-38019 Grenoble Cedex, Francia
Tel. 0033 4 76 42 08 31, fax 0033 4 76 42 87 08, Email gta@grande-traversee-alpes.com

Ufficio (Lu-Ve 9:30 - 13:30) : N. Morelle, 36 Mayfield Drive, Stapleford, Nottingham NG9 8JG, Regno Unito
Tel./Fax 0044 115 849 3129, Email info@via-alpina.org

http://www.via-alpina.org

Camping " I LAGHETTI" - Calizzano

Bianca,Piero,Cristiana e Arturo

Piccolo di scoiattolo




Vivere in campeggio è meraviglioso, intanto perché sei a contatto con la natura, poi perché sei fra gente simile a te, persone che amano la compagnia, sempre pronti a darti una mano, i bambini possono giocare liberamente, è una grande comune dove regna l’ordine e l’amicizia.
Se poi c’è un gestore come Vittorio, allora la vera vacanza è assicurata.
Vittorio e la sua famiglia sono esattamente come vorreste che fossero, io qui mi sono sentito in famiglia, stasera dovrò salutarli ma sicuramente li rivedrò il mattino alla partenza, qui ho incontrato tanti amici, tutte persone stupende e mi dispiace lasciarle ma so che, essendo clienti abituali, li ritroverò quando tornerò a Calizzano.
Ho potuto in questi tre giorni di sosta forzata fare escursioni nella faggeta più grande d’Europa, bere alle sorgenti d’acqua che qui sono numerose, continuare ad allenarmi nella serenità di un ambiente curato e ancora integro.
Grazie Vittorio, grazie a tutta la tua famiglia, mi avete anticipato il piacere di tornare a casa, non vi dimenticherò.

Un aiuto prezioso e ...... buono



Devo tutto alla mia testa, alla determinazione, al fatto che mi piace vincere, mettermi in gioco, non amo le sfide con altri, non mi fa bene arrivare secondo, quando cammino sono sempre primo e questo mi da fiducia, rispetto, forza.

Devo dire tuttavia che gran parte del successo della mia spedizione è stato l'alimentazione, io non amo aver fame, non amo sentirmi debole, la barretta Sport-Fit Loacker è stata determinante, inoltre la mia golosità veniva appagata dal piacere di mangiarle.... e ne ho mangiate tante, tante.

Grazie Loacker

Camping Laghetti - Calizzano

Vittorio, la figlia Beatrice e amici del campeggio
la mia casetta


27 agosto

Chi mi legge dalla mia precedente “avventura”: Guya Trekking 2008, saprà che la frase che ricorre spesso nei miei scritti è:

“NIENTE E’ PER CASO”.

Stamattina mi trovavo a Bardineto, ottimamente ospitato dall’Agriturismo Oddone, ma c’era qualcosa in me che non andava, probabilmente il desiderio di muovermi mi ha riportato sulla strada.
Devo continuamente allungare il percorso, devo camminare e tuttavia devo anche fermarmi e queste sono zone turistiche, i costi a volte superano quel limite estremamente basso che mi sono imposto.
Arrivato a Calizzano ho seguito le indicazioni verso un campeggio e l’ho raggiunto.

Camping Laghetti - via Carisciano 12 - Calizzano.

Sapevano di me, del mio viaggio e vedendo che non possedevo lo stuoino mi hanno portato in tenda due materassini morbidissimi, il sig. Vittorio inoltre è venuto con il martello per farmi piantare i pioli nella terra, mi ha adottato ed invitato a cena fino a quando resterò qui, inoltre parlerà con dei giornalisti per farli venire al campeggio, telefonerà ad ADMO Loano per avvisarli del mio arrivo.
Sono piacevolmente emozionato di tutto questo interesse, lo sapevo ma aspettavo gli ultimi metri per “rendermi conto”.

Si, è quasi finita, resterò qui fino al 29, camminando e facendo lavorare il mio holtler metabolico, devo giungere a Ferrania stanco, quasi sfinito lo sono già, sono riuscito a dare una parola al mio stato: Spossatezza.
Niente è per caso, tutto avviene per una legge che non saprei definire, destino? Per gli arabi esiste una parola: Kan Maktub, è stato scritto, per me… niente è per caso.

A due passi dall'arrivo



La storia si ripete, l'anno scorso a pochi chilometri da Erice mi sono dovuto fermare per ben 4 giorni perché la data stabilita era ormai raggiungibile in un solo giorno.
Quest'anno di nuovo, sono a Bardineto ed è il 27 agosto, devo arrivare a Ferrania il giorno 31, che faccio? Giro intorno all'obiettivo, non posso fermarmi, devo arrivare all'appuntamento stanco, chi dovrà visitarmi, fare le misurazioni ed i test deve trovare un corpo provato dalla fatica del cammino e allora riparto, allungo il percorso, è una tortura avere a portata di mano il riposo e la gioia dell'arrivo e non poterli ancora ottenere.
Qualcuno potrebbe pensare che ho sbagliato i calcoli... si, li ho sbagliati, non ho tenuto conto della mia grandissima voglia di arrivare, la forza che viene quando stai per raggiungere la cima di una montagna che ti è costata fatica e sudore, gli ultimi metri li faccio con una forza che non so da dove provenga, so benissimo che allungare non significa arrivare in tempo utile, allungare significa avere ancora più energia, andare ancora più veloce, ma è la natura umana, la mia natura, sono così e non posso cambiarmi.

Ciao, ci vediamo a Ferrania...... finalmente!

Non è pubblicità


Mangiare è una necesità ,specialmente per me che devo spendere parecchie energie, ma mangiare bene è una fortuna, stasera credo di aver avuto un premio alla mia fatica.
Ero al Giogo di Toirano, facevo i calcoli per verificare i tempi per raggiungere Ferrania, mi sono accorto che in due giorni sarei potuto arrivare a destinazione ed allora ho deciso di allungare il mio cammino e scendere a Bardineto per poi risalire dal passo del Melogno.
Camminando vedevo sempre la solita pubblicità che indicava un Agriturismo ma io volevo il campeggio.
A Bardineto esiste solo una sosta attrezzata per camper, allora sfiduciato ho comminciato a guardare gli alberghi, cercavo il più scadente, quello con meno stelle quando ho rivisto quella pubblicità dell'Agriturismo... sono andato in quella destinazione ed ho vinto.
La cena è stato un susseguirsi di portate: antipasti infinitamente buoni e particolari, primi piatti e secondi meravigliosi, contorni sfiziosi, dolci buonissimi, vino, acqua e caffè per un totale di 20 euro!
Sto scoppiando ma sono finalmente sazio e felice, erano mesi che non provavo il piacere di una buona tavola, credo che stasera ho accumulato tante calorie da poter allungare il mio viaggio in vista del prossimo incontro con la Facoltà.

Consiglio ai Liguri ed ai Piemontesi di fare un salto qui a Bardineto e passare dall'Agriturismo Oddone (www.agriturismooddone.com)
Hanno anche i cavalli per chi volesse fare una bella escursione sull'Alta Via.

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI

Monte Galero

26 agosto

Sono al Colle S. Bernardo di Garessio, ci sono passato nel 2005 durante la mia prima esperienza di trekking: Ventimiglia - Ceparana.
E’ stato bello tornarci anche perché ora posso dire di essere veramente sulle mie montagne, molto meno impegnative, ma ugualmente belle.
La spalla destra mi fa un male tremendo, ho praticamente il braccio destro inutilizzabile e portare lo zaino è un vero tormento.
Ma niente mi fermerà anche perché ormai è un gioco da ragazzi arrivare a Ferrania.
Sono le 12,00, mi riposo ancora un poco e poi riprendo il cammino voglio vedere se ritrovo quel tizio che abita da solo in un paese, ex guardiano di una diga, appena in pensione era andato a vivere in città… ma non ce l’ha fatta ed è tornato a vivere nella pace della solitudine, un eremita o un asociale? Ma io lo comprendo benissimo del resto ricordo che con me era stato ospitale e gentilissimo, spero di ritrovarlo.

Pauline Cassan et Pascal Rastoul

Pauline e Pascal


Mercredi 12 Août
MONACO, Fin de l'aventure...
Après 76 jours de marche, nous passons les dernières heures de marche dans la garrigue la plus déserte à traverser de magnifique petits villages comme Peille et Peillon avant de basculer après le dernier col dans la folie immobilière de Monaco.
Le choc est fort, mais on a encore peine à réaliser que c'est fini. Finis les réveils à l'aube pour déjeuner face au lever du soleil, finis l'incessante interrogations "Et maintenant c'est par où?", plus besoin de se soucier constamment de la météo maintenant que nous vivrons sous un toit. Bref c'est ce style de vie nomade qui nous a tellement plu qu'il va falloir déposer avec nos chaussures usées jusqu'à l'os.
Merci à tous de nous avoir suivi et à bientôt...

Ho camminato con loro per qualche giorno, troppo forti, Pauline poi trovava sempre le sistemazioni per la notte più imprevedibili, una stalla, una scuola... insomma sono stati bravissimi fare tutta la Via Alpina in 76 giorni è stato un vero record.


I dislivelli da Pontebernardo a Casterino


Questo che vedete è il diagramma dei dislivelli in salita e discesa ricavato da una traccia in continua effettuata con un GPS durante soli cinque giorni

Sono sceso a valle.....



Maddalena ed il figlio Aldo
Mondovì
La piazza di Robilante

22 agosto

Sosta al campeggio, lavaggio biancheria e riposo, durante la notte un temporale fortissimo mi ha costretto a portare tutto il contenuto della tenda sotto una tettoia, ho potuto rimettermi a dormire su un tavolone per niente comodo.
Al mattino del 23 una pioggia leggera ma continua mi ha fatto decidere di scendere a valle, Vernante, Robilante, Boves, Peveragno ed infine Chiusa di Pesio: Campeggio Pian Bosco.
10 ore di cammino fra asfalto e sterrati, attraversando paesini deserti, mi è stata di grandissimo aiuto una fotocopia della cartina della zona che il vigile urbano di Robilante: Eliano Macario mi ha gentilmente donato, è un ex camminatore ed ha anche lui in progetto di tornare a camminare, io personalmente glielo auguro di cuore.
Tornerò sui monti appena il mio cammino mi porterà verso Garessio, ma sono monti che già ho fatto nel 2005, l’Alta Via dei Monti Liguri, un itinerario molto bello ma privo di ricoveri, posti tappa, alberghi, acqua….
Sono le 5 e piove non ho dormito bene aspetto che smetta per rimettermi in cammino, ancora pochi giorni ma la voglia è passata, lontano dalle montagne è difficile avere entusiasmo, verrebbe voglia di prendere un autobus ma non lo farò, aspetto, aspetto, aspetto.

24 agosto

Sotto una pioggia fastidiosa ho smontato la tenda ed ho ripreso il cammino su asfalto e stradine di campagna, niente di bello, macchine, camion, paesi deserti ed alla fine mi sono fermato all’Albergo Del Peso a S. Michele Mondovì, domattina vado verso Garessio, entrerò nella valle che mi riporterà in quota verso i colli S. Bernardo e Scravaion, i gioghi di Toirano e Giustenice, il colle di Melogno ed infine il colle di Cadibona da cui scenderò verso Ferrania.

25 agosto

Dopo i saluti alla signora Maddalena ed al figlio Aldo, titolari del Hotel Ristorante Del Peso, che con affetto e generosità mi hanno ospitato, ho preso la direzione per Garessio, durante il cammino mi sono fermato a ValCasotto dove ho incontrato un bel gruppetto di amici con cui ho passato un’ora deliziosa.
L’arrivo al passo è stato facile anche grazie al pranzo e naturalmente la discesa a Garessio, anche se lunghissima è stata allietata da lamponi, fichi e more, insomma direte voi ma questo non fa che mangiare? Gente sono magrissimo e le forze sono ormai al lumicino, tanto per rincarare la dose avevo le scarpe slacciate e sono inciampato e caduto la prima volta sbattendo la faccia, ho il mento scorticato e la seconda volta sbattendo la spalla che ora mi fa un male cane, la seconda volta è successo mentre cercavo un appoggio per lo zaino, insomma sono veramente a pezzetti, venite dietro a raccogliere le parti che lascio in giro!
Domani entro nell’Alta Via dei Monti Liguri che ho fatto nel 2005, spero che ci siano più strutture di accoglienza, non tanto per me ma per chi vuole affrontare questo meraviglioso percorso fra cielo e mare.

PER TUTTI MA NON DI TUTTI







Questo mio viaggio l'ho fatto per tutti, per chi non realizza i sogni, per chi non sogna, per chi non ha tempo, per chi non ne ha il coraggio, per chi non ne ha la forza. Ma io pur facendolo per tutti non sono di tutti, sono di chi mi ama, di chi mi apprezza, dei miei "veri" amici ed in particolare di una mia vera amica che oggi mi ha scritto:

"Desidero che tu sappia che il tuo cammino mi ha aiutato a farmi forza
ed andare avanti nonostante tutto!
Grazie"


Non so ancora cosa le sia successo, aspetto che il tempo le dia la forza di parlarmene, ma intuivo che c'era qualcosa che non andava dai suoi silenzi, quando lei vorrà io sarò pronto ad abbracciarla e rasserenarla.
Grazie a te amica mia, sento che quello che ho fatto ha avuto un uteriore valore e ne sono tristemente felice.

FILIPPO SERAFINI






Filippo Serafini
www.cinghialtracks.it

Ho sempre affermato e scritto che amo la solitudine, amo camminare da solo, nuotare da solo, essere pienamente felice e triste da solo perché credo che le vere emozioni, i momenti “speciali” non si possono condividere, ognuno di noi ha un suo “modo” si sentire attraverso la sua intima essenza le vere emozioni, non è così!
Ho avuto momenti veramente speciali durante questi tre mesi di cammino, ho sentito dentro di me crescere l’avventuriero, l’uomo duro e forte, l’uomo fragile e incerto, ho provato tutto attraverso un cammino piacevole e sofferto, ho avuto momenti di estrema tristezza e momenti di estrema soddisfazione ed ho sempre pensato che fosse impossibile poterli condividere pienamente con qualcuno, ho sbagliato.
Ricordo tantissimi volti legati ad altrettanti nomi, non li elenco perché sono troppi ed a loro dico un grazie veramente sincero e accorato, ma Filippo è diverso da tutti, è speciale, è un ragazzo meraviglioso perché ha saputo infondermi quella consapevolezza che è possibile poter condividere veramente tutto.
La sua sensibilità è semplice e vera, le sue emozioni le ho avvertite nel preciso istante in cui avvertivo le mie, probabilmente perché intimamente lui è come me oppure perché era vero nel momento in cui lo ero io, non è facile “sentire”questa comunanza nella vita di tutti i giorni, bisogna andare nell’estremo, lasciarci avvolgere dalla natura più selvaggia e dura per poter tornare allo stadio naturale della natura umana, lontani da tutto ciò che nei secoli abbiamo creato illudendoci di aver ottenuto gli agi per una vita migliore, si, siamo circondati da tutto e dal niente, tutto o gran parte di ciò che ci circonda in realtà non ci serve, ci porta lontani dalla vera natura umana, lontani dal poter vedere, sentire, vivere la vita primordiale, nella stupenda ed impagabile emozione del mondo lontano dalle città, animali con animali, piante, acqua che scorre a valle in un canto fresco e prezioso, frammenti di montagne che inesorabilmente scivolano a valle, animali che ti accettano e indifferentemente continuano a vivere con te che li osservi stupito, nel vero meraviglioso mondo scavato dai venti: le montagne.
Grazie Filippo

S.Anna di Vinadio-Rif. Malinvern-Madone de la Fenetre-

Giovani stambecchi
Discesa al Rif. de Nice
Quota 2930
Femmina di stambecco con il piccolo
Nevaio
Filippo al passo
Camoscio
Purezza e trasparenza
Senza parole, solo emozione
Piergiorgio, Francesca, Anna e Filippo
Ciack si gira


Nuovo barometro
Emozione, piacere, silenzio, pace


18 agosto

Dopo una bellissima notte sotto un cielo di stelle, un risveglio con tenda asciutta, alle 7 abbiamo iniziato l’ascesa verso il Passo di Laroussa.
Dal racconto di Filippo:


La salita si snoda su una ripida pietraia dove a tratti incontriamo ancora neve. Arrivati in cima al colle vediamo stagliarsi di fronte a noi le montagne che separano la valle dei Bagni di Vinadio da quella di Sant’Anna. Nel nostro immaginario sogniamo un ponte tibetano o una teleferica che colleghino i versanti opposti della montagna ma niente da fare: ci tocca scendere per ben 800m fino a San Bernolfo su un ripido e faticoso sentiero. Entriamo nella borgata, il tempo sembra che si sia fermato: la piccola ed elegante chiesa di San Lorenzo svetta sulle case del paese. I muri di pietra, tetti e terrazzi di legno antico. Chiediamo ad un signore che fa capolino da una finestra se vi é un negozio di alimentari.La risposta è purtroppo negativa ma la sorte e la gentilezza che talvolta scaturisce dalle persone ci regala una piacevole sosta con tanto di caffè e biscotti in compagnia di Rocco e Anna.
Sono due simpatici signori, lui calabrese lei indigena della borgata. Ci raccontano e resto incantato nell’ammirare la semplicità della loro casa, i mobili fatti a mano, le tavole del pavimento, i soffitti in legno, le mensole che sorreggono antichi attrezzi e paioli di rame. Un salto nella storia che ci riempie di gioia e ammirazione. Ripartiamo rigenerati e su consiglio di Rocco imbocchiamo il vallone della Sauma per cercare di raggiungere il passo della Tesina e quindi il santuario di sant’Anna. La strada sterrata sale ripida in una cupa pineta. Il fondo si fa via via più dissestato fino a trasformarsi in sentiero. Si è aggiunto a noi Hubert il ragazzo tedesco che ormai da giorni si rivela di tanto in tanto sui passi di Manfred.
Salendo il bosco si dirada e la valle si apre in una radura disseminata di larici e pietraie. Finalmente raggiungiamo il passo di Sommetta a quota 2200m. Il sentiero si biforca e decidiamo di abbandonare il percorso che porta alla Tesina per restare alti di quota e attaccare diretti il versante francese verso i laghi del Lausfer. I un’ora esatta raggiungiamo la sommità della montagna di fronte a noi e sentendoci bene decidiamo che la nostra meta potrebbe essere il rifugio Malinvern nel vallone di Riofreddo. Percorriamo velocemente la strada militare che si snoda fra i 3200 ed i 2500m di quota fino al colle di sant’Anna e dopo aver provato un sentiero che avrebbe tagliato la montagna su costoni rocciosi facendoci risparmiare un sacco di strade ma veniamo demotivati dalla poggia e dalla stanchezza e decidiamo così di scendere al santuario di sant’Anna dove ci aspetta una calda cena ed un morbido letto”

19 agosto

Alle 7 siamo già sul sentiero che velocemente ci riporta in quota, percorriamo un crinale bellissimo fino al colle della Lombarda, da qui raggiungiamo con un gruppo numeroso di ragazzi il passo Orgials e ci buttiamo giù circondati da veloci camosci verso laghetti meravigliosi fino al rifugio Malinvern.
Pranziamo e subito dopo, sotto un temporale riprendiamo il cammino, il nostro obiettivo è il rifugio Questa, è indescrivibile il percorso, troppo bello per poterlo in qualche modo raccontare, siamo finalmente nel parco delle Alpi Marittime, protetto e pertanto pieno di agili camosci, marmotte e panorami stupendi, il massiccio dell’Argentera ci sovrasta e ci chiama per domani.
Al rifugio troviamo tanta gente simpatica, fra cui Piergiorgio, Francesca ed Anna con cui ceniamo e ci raccontiamo.
La notte avanza, la stanchezza si fa sentire e le forze vengono meno, un bel letto dopo un’ottima cena ci aspettano.
Filippo intrattiene i nuovi amici, io scarico i dati e racconto questa meravigliosa giornata…. domani saremo sotto l’Argentera verso il mare di cui proprio oggi abbiamo sentito il caldo respiro. Buonanotte.

20 agosto

Alle 5,30 una frugale colazione ci ha preparati alla partenza, mentre un’alba discreta cominciava ad illuminare le cime delle montagne, siamo scesi di poche centinaia di metri per prendere il sentiero che senza troppa fatica ci ha portati al Colletto del Valasco, poi un susseguirsi di splendidi laghetti ci ha mostrato il colle successivo il Fremamorta.
Filippo ha preso un ritmo troppo forte per me e mentre ancora salivo per raggiungere la cima sentivo le sue urla di gioia.
Abbiamo pranzato e siamo scesi verso le Lac Negre per poi raggiungere attraverso una bellissima foresta il Col de Sales, il successivo col de Ladres ci ha portati fino al rifugio Madonne de Fenetre dopo oltre 5000 kcal, 47000 passi e 12 ore di attività fisica.

21 agosto

Questo viaggio sembra una corsa contro il tempo, non ci sono pause, tutto si svolge come un atto dovuto con la sola grande emozione di panorami sempre nuovi, incontri con persone i cui volti sono diversi, diverse le lingue o i dialetti, diversi i tipi di approcci, vedo questa avventura come un libro cui ogni giorno volto la pagina e posso leggere e quindi vedere scene sempre nuove.
Lasciamo il rifugio per il passo Colomb, stretto ed e
saltante, la discesa ci fa vedere tre laghi ed il Refuge de Nice che troviamo in un momento di grandi pulizie, non possiamo entrare ma ci portano fuori due caffè ed una fetta di torta di mirtilli.
Saliamo al col des Fouls con l’orientamento intuitivo di Filippo che sale verso un colle trascinandomi dietro perplesso ma all’aprirsi della vista capisco che ha avuto ragione, siamo veramente verso la giusta direzione, gli grido il mio apprezzamento è molti metri sopra di me, alza le braccia al cielo.
Una salita durissima fra pietrisco che cede sotto i piedi, improvvisi salti che ci fanno aggrappare alle rocce, restiamo distanti e mai uno sotto l’altro per non colpirci con le pietre che cadono a valle.
Arriviamo al passo, il GPS segna 2850, ci sediamo esausti e poco dopo dietro Filippo appare una femmina di stambecco con il suo piccolo, ci osserva e continua a brucare, ci sentiamo accettati e ci guardiamo sorridendo.
Lasciati gli zaini saliamo su una vetta per ammirare il panorama, siamo quasi a 3000 in lontananza riconosciamo il monte Saccarello, il Pietravecchia, il Toraggio …….. il mare!
Il mio mare finalmente, ieri ne ho sentito il profumo, oggi lo vedo e ne risento nella mia fantasia il lento respiro fra gli scogli, nelle calette verso il Gruppo del Sale.
Ho un attimo di nostalgia, ho bisogno di respirare quell’aria che è entrata in me il mio primo attimo di vita, a Portovenere, la riconoscerei ovunque, qui sicuramente c’è meno ossigeno, i profumi dei fiori sono distinti e ben definiti, qui c’è la purezza, la pace e la trasparenza, ma il mio mare fa parte di me e, come il primo amore, non si scorda più,
Arriviamo a Casterino insieme ad una coppia di svizzeri, Cristiana e Cristiano Blanc, parliamo e camminiamo seguendo il loro ritmo di persone che vanno veloci perché vogliono fare movimento, non ne possiamo più ma finalmente arriviamo al paese, si offrono di accompagnarci alla stazione di S. Dalmas de Tente per permetterci di prendere il treno per Limone, accettiamo.

La selvaggia Valle Stura - Rif. Migliorero

Filippo e sotto il Rifugio Migliorero
Vallone del Piz Visto da Colle Rostagno (Filippo)
Test della variabilità (Chiara)


17 agosto

Salutato i tedeschi, alle 7 ha avuto inizio la procedura da parte degli incaricati dell’università ad i tests di controllo.
Durante il test della variabilità ho avuto un calo di pressione: minima 30 e massima 50, con un battito cardiaco di 35. ( sicuramente causato dal fatto di non aver fatto la normale e sostanziosa colazione).
Alle 12,14, con Filippo abbiamo preso la strada che ci ha portati in breve (si fa per dire) al passo Rostagno 2536 m.
Da qui siamo scesi fino al Rifugio Migliorero e dopo il bagno nel laghetto gelato da parte di Filippo siamo andati a farci una bella cenetta a base di tantissima pasta.
Qui al rifugio c’è tantissima gente anche perché i gestori sono straordinariamente gentili e disponibili.
Grazie a loro ho avuto la possibilità di trasmettervi queste poche righe e qualche foto.
Domani sicuramente sareno a S. Anna di Vinadio ma proviamo a raggiungere il Rifugio Malinvern
Un grosso bacione a tutti da parte di Manfredi e Filippo.

MALJASSET, CHIAPPERA, CHIALVETTA, PONTEBERNARDO

Marco e Costanza

Alexander


Raffaele



Gerard
Pierre et Marie Laure

12 agosto

Cena d’addio al Gite con Pierre e Marie Laure Lauverjat, ho preparato un ragù con i piselli, una bottiglia di buon vino rosso, mezzo chilo di pasta in tre, formaggi, frutta e dessert.
Alle 22,30 sicuramente russavo, infatti al mattino mi sono svegliato alle cinque e mezza, un saluto ancora a questi amici di poche ore e via verso la prossima tappa





13 agosto

Lascio Ceillac alle 06,43, il sole comincia ad illuminare le cime delle montagne, fa freddo ma resisto a non mettere la giacca perché so che tra poco mi farò caldo, salgo da 1600 a 2600 in circa due ore osservato dai cani pastore che proteggono un enorme gregge di pecore, marmotte ovunque, sono solo e salgo velocemente al lago di S.te Anne, faccio alcune foto e raggiungo il Col Girardin, 2630 m., una piccola sosta per guardare lo scenario delle montagne ancora innevate e giù per un sentiero molto ripido che mette in ansia il mio ginocchio destro: devo stare attento e caricare sulla gamba sinistra, sento come se ci fosse un piccolo strappo, arrivo a destinazione alle 11,55, al Refuge Maljasset, qui trovo una famiglia che gentilmente mi offre una birra, hanno un bambino straordinario, Raffaele, gli insegno il gioco di prestigio dei 2 euro che spariscono, ne è entusiasta.
Metto tutto sotto carica e vado a giocare con un boxer che somiglia al mio Zac.
Domani entro in Italia, a Chiappera, attraverso il vallone di Mary, il colle Maurin ed infine la valle del Maurin, non conosco questo paese ma sento di amarlo perché non è come gli altri paesi italiani che ho attraversato, ora sono veramente in Italia e ci resto!
Gerard, il gestore del rifugio mi racconta che è da poco mancata sua moglie in un incidente stradale, ecco, sono tornato nella civiltà con tutti i danni che produce, sicuramente anche le montagne a causa dell’imprudenza o del caso provocano dolore, ma qui siamo circondati dal naturale ciclo della vita, una vita rallentata, una vita che ci da il tempo di poter assorbire lentamente ciò che ci avvolge.
Io credo che le città lentamente dovrebbero spopolarsi, le persone dovrebbero riprendere il posto che anticamente avevano nelle campagne, nelle valli, nelle montagne.
Siamo troppo abituati a quelle comodità che ci tolgono il sapore della vera vita, un sapore che io ho sentito solo fra le montagne, fra la gente semplice e schietta.
Qui in questo rifugio, con Gerard, sto bene, peccato che domani devo andarmene, ma la mia è una storia che ha ancora molte pagine da scrivere, fino a Ferrania, il 31 agosto.
Miracolo!!! Dopo due mesi finalmente ho incontrato due ragazze ITALIANE: Silvia e Federica, sono della Val Pelice e della val Po, vanno verso i laghi.
Altro arrivo, Alexander, un ragazzo tedesco, è partito da Munich e va a Montecarlo ma segue un altro itinerario, cammineremo insieme domani e per metà percorso di dopodomani.

14 agosto
Colazione alle 07,00 e subito con Alex abbiamo preso a salire sorpassando tutti, questa tappa la Via Alpina la considera effettuabile in circa 5 ore, considerando le numerose soste con gli italiani che ho incontrato io ed Alex l’abbiamo completata in 4 ore! Va forte il ragazzo.
Appena superato il colle un bell’incontro: Costanza e Marco, di Roma, Marco è di origini messicane, Costanza appena mi sente parlare di ADMO mi informa che è iscritta e aspetta di poter essere utile, Marco andrà in un centro ADMO perché anche lui vuole rendersi utile alla causa…. bene, benissimo, non potevo fare miglior ingresso nella mia amata patria.
“Bell’Italia, amate sponde, or vi torno a riveder….”
Arriviamo a Chiappera, anzi arriviamo al “Campo Base”,
un campeggio-rifugio molto ben organizzato ed utile ai Vialpinisti, devo segnalarlo a Grenoble, come quelli di Freissinieres, Ceillac e Maljasset.
Domani Chialvetta e direttamente a Pontebernardo, si, arriverò un giorno prima, ma che ci posso fare? Vado forte ed ho voglia di chiudere questa avventura, ho voglia di casa mia.

15 agosto

Sveglia alle 5,30, come al solito chi va a letto presto si sveglia all’alba, colazione e alle 7,38 con Alex abbiamo preso il sentiero, dopo circa un chilometro le nostre strade si sono divise, un caloroso abbraccio sicuri di risentirci almeno sul web.
Non mi dispiace camminare da solo, riesco a gestirmi meglio, tranquillamente, senza forzare.
Superato il Colle Ciarbonet ho preso a scendere verso Chialvetta, una fame da lupi mi spingeva verso il paese ma un paio di barrette mi hanno rimesso a posto ed ho evitato il paese salendo verso il vallone dell’Unerzio, spettacolare, aggirata la rocca Limburby sono arrivato al passo, sotto di me il rifugio Gardetta mi ha catturato, una polenta con salciccia, una fetta di torta, una birra ed un caffè mi hanno riportato al giusto equilibrio.
Ho montato la tenda fuori il rifugio ed ora scrivo questo riassunto delle giornate trascorse.
Forse stasera riuscirò a trasmettere sul blog questi scritti e qualche foto, altrimenti se ne parlerà domani a Pontebernardo.
Non mi dispiace rimanere a dormire qui a 2340 metri, l’aria è purissima e credo che gran parte della gente scenderà a valle, il silenzio è il rumore delle montagne ed io amo questo tipo di rumore.

16 Agosto

Insieme a due tedeschi che mi ritrovo sempre da almeno tre giorni abbiamo lasciato il rifugio alle 8, con il cielo appena velato, siamo saliti fino oltre i 2600 metri e siamo scesi fra laghetti e fortificazioni di retroguardia fino a Pontebernardo, è stata una tappa breve, poco oltre le tre ore.
Sono ora al Rifugio GTA, posto tappa “Le Barricate” mentre i due tedeschi decidono se fermarsi o no io vado a Pietraporzio a cercare qualcosa da mangiare, mi piacerebbe farmi gli spaghetti stasera.
Intanto aspetto la telefonata di Filippo e degli amici dell’Università.

Filippo Serafini - Nuovo Vialpinista

Vi presento Filippo, dal 16 agosto sarà con me, faremo insieme queste tappe della Via Alpina

- Rifugio Zanotti - tappa di 8 ore, dislivello in salita 1738 m. - in discesa 1518 m.

- Strepeis - tappa di 5 ore, dislivello in salita 700 m. - in discesa 1619 m.

- Rifugio Malinvern - tappa di 8 ore, dislivello in salita 1620 m. - in discesa 1795 m.

- Rifugio Morelli-Buzzi - tappa di 9 ore, dislivello in salita 1946 m. - in discesa 1434 m.

- Refuge Madone de la Fenetre - tappa di 8 ore, in salita 1385 m. - discesa 1828 m.

- Castérino - tappa di 8 ore - in salita 1165 m. - in discesa 1600 m.

- Limonetto - tappa di 5 ore - in salita 777 m. - in discesa 1040 m.

Partenza da Pontebernardo il giorno 18 agosto, dai che ce la facciamo ad essere a Limonetto il 23, dobbiamo camminare per almeno 10 ore al giorno e se siamo fortunati con il tempo possiamo mettere la tenda e svegliarci presto la mattina che è più fresco.

Alloggeremo al Rifugio GTA "Le Barricate" le notti del 16 e del 17.

L'equipe dell'Universitò alloggerà all'Albergo "Regina delle Alpi", i test verranno effettuati nella palestra dell'albergo.


Escursioni a Ceillac







Non conoscevo questa località dal punto di vista dello sci, non ha molte piste ma è un posto delizioso, inoltre credo che qui la neve resti abbastanza a lungo e nevichi abbondantemente.
La valle è un alpeggio circondato da montagne oltre i 3000 metri, è ben servita da ristoranti alberghi e residence inoltre vedo parecchie offerte di affitto appartamenti.
D'estate si presta a belle passeggiate, la sera si respira un'aria frizzantina, insomma quasi quasi finisco qui il mio viaggio.

Ceillac

Ceillac
Arrivo a Ceillac


Gelatino sostanzioso


i saluti dal Gite 5 Saisons


10 agosto

Ho lasciato Freissinieres, la Gite 5 Saisons senza poter salutare gli amici di Firenze e sono sceso fra sentiero ed asfalto fino a Mont Dauphine, guardata la cartina mi sono accorto che era più vicino Ceillac che il rifugio Furfande, allora ho deciso di saltare la tappa precedente Ceillac, gambe in spalla, tanto asfalto, ed alla fine sono giunto a destinazione rifornito di formaggio comprato a La Ferme de Pra-Chiriou, pane, caffè, pasta, salsa e birra e sono arrivato a la Gite de Baladins, altro rifugio ottimo per le mie esigenze, camera da letto da condividere con altre persone, letti a castello, doccia, bagno, cucina, frigorifero, insomma tutto l’occorrente e poi la connessione internet gratuita.


11 agosto

Oggi vado a fare una escursione nel Parco du Queyras insieme ad un gruppo di persone che sono qui alla Gite, senza il mio enorme zaino sarà sicuramente una passeggiata, poi vi racconto.
Niente da fare, sono partito da solo perchè fra quelli che dovevano venire ci sono dei malati, allora sono andato a vedere il percorso che devo fare per raggiungere Maljasset, sono arrivato in cima al col Girardin, bellissimi laghi e tantissima gente, naturalmente superavo tutti, ero senza zaino.... mi avranno preso per uno del posto.
Dal 16 agosto sarà con me Filippo Serafini, mi accompagna per essere sicuro che passi da casa sua, a Ferrania dove ci sono i suoi genitori ed il fratello che mi aspettano

Freissiniéres

Chiara,Leonardo,Sara Ester e Francesco





8 agosto

Una pausa dopo la pioggia di ieri ci voleva, ho fatto il bucato, sono riuscito a spedire i dati alla Facoltà, ho aggiornato il mio blog, ho comprato al supermercato roba da mangiare, ravioli in scatola, formaggio, pane e quattro buste di vellutata al porro ed ai legumi.
Ora mi metto a mangiare, poi faccio la siesta e poi mi metto a studiare le prossime tappe.
Da Vallouise devo andare a Freissinières, 22 km da fare in circa 10 ore, mi trovo nel grande parco des Ecrins.
Il giorno dopo sarà la volta del Mont-Dauphin, 23 km in 7 ore.
Il giorno 11 torno su quote più alte fino a raggiungere il Refuge de Furfande, 16 km in circa 6 ore.
Il giorno 12 sarà la volta di Ceillac, 17 km in 7 ore, ma dovrò scendere da 2300 metri a 1200 per risalire infine fino a quota 2251 e scendere di nuovo fino a 1600.
Il 13 da 1600 metri salirò fino a 2700 per poi raggiungere Maljasset a quota 1900, in circa 6 ore.
Negli ultimi tre giorni farò tappa a Chiappera, Chialvetta e Pontebernardo, salendo sempre oltre i 2000 metri, ma saranno tappe Italiane, e le affronterò con gioia immensa, arrivando il 16 a Pontebernardo, Alta Valle Stura, dove troverò gli amici della Facoltà che sicuramente mi troveranno stremato ma felice di rivederli.

9 agosto

Partito dal Gite La Blanche alle 08,00, sono sceso a Vallouise, ho preso il sentiero 54 “Via Alpina” fino alla frazione di Vigneaux, mi sono fermato in un bar dove ho scambiato quattro chiacchiere con un francese e poi con una famiglia di Milano, dopo circa un’ora ho ripreso il cammino salendo per il sentiero 50 fino al Col de la Pousterie, qui ho fatto una delle mie solite soste prolungate ( a me piace tantissimo parlare con la gente ), circa un’altra ora in un rifugio.
Il titolare, la signora, un giovanotto, una coppia ed un’altra coppia lui di origine Serba e lei del Canada… insomma sapete come sono fatto io, quando parlo… parlo.
Ho ripreso il cammino, questa volta in discesa fino alla Val du Fournet, minacciava pioggia e non me la sono sentita di fare la seconda ascesa al Col des Lauzes preferendo l’asfalto, superate le miniere d’argento e transitando vicino ad una abitazione, due signore che prendevano il caffè mi hanno detto qualcosa, io non ho ben compreso ma mi sono fiondato da loro con il risultato di altre due ore a parlare, bere cocacola, una gran fetta di torta di ciliegie ed un caffè.
Esattamente mi trovavo a L’Argentière-la.Bessée presso la Signora Josette Motte e la sua amica Marise Blanchon, con loro il vecchio e bravo cane Jado.
Arrivato a valle sono poi risalito fino a Freissinières dove, nello splendido (ma sono tutti splendidi?) Gite Les 5 Saisons, ho potuto farmi la doccia, cenare, fare amicizia e alla fine passare la serata con una famiglia di Firenze, Leonardo, Chiara ed i tre figlioli: Ester, Sara e Francesco.
Ora sono nella mia camera, devo scaricare i dati e poi a nanna, pensando al Mont Dauphin, domani, con la pioggia.

Vallouise

L'Espace Cybercafè miracoloso
il mio appartamento
Col de Buffère

Montagne da andare a cercare
Sosta
Test del cammino con il K4 a Modane
Test della variabilità
Prelievo del sangue


7 agosto

Partito da Nèvache, dallo splendido Rifugio Buffère alle 08,12, la salita è stata facile e bella, sono arrivato a quota 2427, Col de Buffère con il sole non ancora alto, il meteo aveva annunciato temporali e perciò sono sceso subito verso Monetier-les-Bains lungo una diagonale interminabile, il paese era pieno di turisti, tutti con i bastoncini per le escursioni, ho comprato in un supermercato tutto l’occorrente per la cena, pensando di dormire in tenda….
Partito alla volta di Vallouise ho dovuto salire da 1500 fino a 2425, Col de l’Eychauda, sono tornato nella grande “domaine de Serre Chevalier”, irriconoscibile senza neve, quindi di nuovo discesa ma questa volta sotto un temporale violento.
A quota 1750 mi sono rifugiato in uno chalet, ho cenato tanto per giustificare la mia sosta e qui ho trovato la soluzione, una coppia gentilissima mi ha portato con la macchina a Vallouise, finalmente ho potuto guardarmi intorno e sono capitato nel luogo che tutti gli escursionisti cercano: Gite Auberge LA BLANCHE, sulla strada che porta a Vallouise (www.gite-lablanche.fr ), una pensione che ha un locale per i gruppi, risultato, ho a disposizione un locale dove dormire, una cucina ed un bagno, perfettissimo, mi fermerò qui stanotte e anche domani in modo da lavare tutto e fare bene il calcolo dei giorni che mi rimangono per il prossimo incontro con la Facoltà. Perfetto, OK!!!

8 agosto

Oggi riposo ed ho trovato un Internet Cafè favoloso: www.smms-informatique.com che mi ha risolto i problemi di connessione

Nèvache

Gregory, Laurence et Alienor
Refuge Buffère... fantastique
Riflessi d'altura




Modane


5 agosto

Parto da Modane sapendo bene il punto da dove inizia il sentiero, vado su con buon ritmo tanto da credere che arriverò a destinazione con circa due ore di anticipo, mai credere troppo nelle proprie forze e nella propria intelligenza e anche nel destino, arrivo alla prima tappa ed inizio la seconda, ad un certo punto non so più dove mi trovo, qualcuno ha levato un cartello che mi avrebbe indicato la direzione giusta… torno indietro, scendo di 700 metri per ritrovarmi dov’ero quattro ore fa e vado al primo rifugio… completo, nel secondo trovo posto e ceno con due francesi: Sylvie et Pilippe Delaflotte, parliamo di tante cose e, naturalmente del mio viaggio.
Oggi ho incontrato un grosso gruppo di genovesi, è stato bellissimo sentire quella “cadensa”… oh belin che piacere che é stato!
Anche in un rifugio gestito da una parrocchia di Nichelino ho potuto dissertare sul mio viaggio e su ADMO, c’erano dei ragazzi che sono stati a sentire quello che dicevo sulla donazione, mi fa piacere vedere che la gente si interessa a questo problema.
Domani Nevache e poi ancora avanti, non mi ferma più nessuno ora che sono a due passi dalla mia ITALIA!!!

6 agosto

Partito verso le otto ho raggiunto il passo 2150 con buon ritmo, anche grazie alla polenta e salciccia di ieri sera, poi sono sceso a Nèvache, sono le 12, sono in una trattoria, aspetto un Assiette Mèlétzet, (Charcuterie, 3 morceaux de fromage et salade vert), 25cl de vin rouge et eau mineral.
Apres je vais vers Monetier-les-Bains, 14,5 km en 5h…
Au revoire!!!!
Ore 17,36, sono a pochi passi da Nèvache, ho sbagliato di nuovo sentiero, sono salito per un sentiero indicato come Via Alpina, in effetti lo era ma prevedeva un lago ed un tratto molto panoramico… insomma un anello che dopo 4 ore mi ha riportato a Nèvache, un pochino più sopra, in un rifugio bellissimo, gestito da una famiglia sempre sorridente, e in possesso di connessione wireless!!!
Non tutti i mali vengono per nuocere, domattina affronterò la salita verso il Col de Buffère 2427 e finalmente scenderò a Monetier-les-bains…. Intanto mi godo la pace e la ottima cucina di questo rifugio, ne avrò il diritto!!!
Condivido la camera con una bella famiglia francese:
Fam. Picaud, Gregory, Laurence et la petite Alienor

Modane

Manfred, Pragna e Derek
Tetto in pietra


"Se non arrivi a piedi dove vuoi andare,
non vedrai ciò che vuoi trovare"



3 agosto

Mi sono svegliato presto, il tempo minaccia pioggia, smonto la tenda e vado a fare colazione, lascio lo zaino alla reception e vado a cercare un medico od un’infermiera per il prelievo del sangue di domattina, ardua impresa! All’ospedale non mi danno ascolto, ci sono diversi ambulatori gestiti probabilmente da infermiere ma sono chiusi, provo a chiamare il numero di telefono, non rispondono, trovo un italo/francese, mi da il numero di un’infermiera che conosce, lo comunico a Verona: tutto ok.
Alla stazione ritrovo Pragna e Derek, due inglesi incontrati al Rifugio Peclet-Polset, parliamo e ci scambiamo gli indirizzi, faccio una foto con loro.
Trovo poi due ragazzi milanesi, mi chiedono dove poter comprare qualcosa da mangiare e spendere poco, hanno avuto un problema ed ora sono senza macchina, sequestrata, devono tornare a casa e non hanno abbastanza soldi, pensano di salire sul treno e scendere se arriva il controllore, sono giovani e affamati e… sprovveduti, hanno dormito in stazione.
Penso che alla loro età probabilmente anch’io ho fatto tanti errori, gli compro il biglietto per Milano, sono felice e vedo i loro occhi inumidirsi, mi promettono di restituirmi i soldi, gli rispondo che io sono felice del mio gesto e se vogliono essere felici anche loro possono restituirmi i soldi, altrimenti sarò felice solo io.
Torno al campeggio, saluto Claude e Hella, sono chiusi in tenda, sta cominciando a piovere forte.
Trovo l’albergo, modesto ma accogliente, stasera arriveranno Luca e Chiara per la solita routine: prelievo del sangue, prove di forza, cammino senza zaino con il K4, cammino con lo zaino con il K4, pressione, emoglobina, poi quell’altro esame molto stancante con una macchina che registra dal mio dito medio, 10 minati sdraiato e dieci minuti in piedi, fermo, a respirare con il tempo scandito da un metronomo.
Il giorno 4 riprendo il cammino fino a Ferrania dagli amici Chicco e Cristina, ci sarà l’ultimo incontro con la Facoltà di Verona e poi a casa, subito, senza rifare l’Alta Via dei Monti Liguri, l’ho già fatta tutta nel 2005, devo ritrovare la mia famiglia, una moglie adorabile, due figli stupendi, una nipotina meravigliosa, un grandissimo amico a quattro zampe: Zac, mi aspettano ed io ho bisogno del loro amore.

GUYA


La musica in sottofondo, del bravissimo Jovanotti, mi ricorda la mia piccolina, la mia nipotina che ho abbandonato per venire a fare questo viaggio, anche se si chiama Guya Trekking non basta a farmi perdonare i tantissimi giorni che non ho potuto stare con lei, sono giorni che mai più ritorneranno e che io ho vissuto egoisticamente lontano da lei.
Quando tornerò nella mia meravigliosa famiglia, da mia moglie, da Massimo e Barbara cercherò di essere presente il più possibile non tanto per farmi perdonare ma perchè ho sentito immensamente la loro lontananza.
Guya è piccina, guarda il computer e dice NONNO!!!
Vi sembra possibile?
Io sono un vero nonno e voglio dimostrarlo anche con la presenza vera non basta dedicare un viaggio, anche se durissimo, non basta.
Guya piccina mia ti voglio un mondo di bene.

Nonno Dedi

Refuge Peclet-Polset

Apple pour communiquer
Modane
una famiglia di stambecchi
Bomba esplosa
Mont Chaviere 2830
Neve caduta stamattina
Manfred et Claude


Il rifugio a quota 2400 e rotti
Claude et Helle
Partenza da Pralognan la Vanoise


1 agosto

Ho lasciato il camping Isertan, colazione insieme agli amici rumeni, scambio di indirizzi e poi ognuno per la sua strada, subito uscito dal paese la valle ha cominciato ad aprirsi, fra catene di montagne stupende, la salita è stata dolce, la quota saliva molto lentamente e, arrivato ad un bivio, ho visto davanti a me una coppia con zaini molto pesanti, ho capito che si trattava di gente da “long distance”.
Claude Marthaler, svizzero, ha girato il mondo in mountain bike, ha scritto un libro, “Il Canto delle ruote”,
www.yaksite.org, insieme a lui una ragazza danese, Helle Gronbaek, abbiamo camminato insieme fino al rifugio Peclet-Polset 2746 metri, io mi sono fermato, loro hanno continuato verso il Col de Chaviere.
Ho fatto di tutto per allungare il cammino e sono di nuovo avanti di un giorno, o sono io che sono troppo forte oppure le indicazioni dei tempi di percorrenza sono sbagliate, dovrò domani arrivato a Modare inventarmi un altro itinerario, magari un anello, potrebbe essere Modane- Col du Garbier - Modane….
Bellissima la Vanoise, bei panorami, ghiacciai ovunque, rifugi, marmotte, gente, tantissima gente, bonjour, bonjour, bonjour.

2 agosto

Pioggia, freddo, nevischio, neve…. Tutti fermi al rifugio a sperare che il cielo si apra ed è così verso mezzogiorno e mezzo, riparto e trovo Claude e Helle che erano accampati vicino ad un laghetto, sono infreddoliti e bagnati, io continuo a salire, arrivo in cima al monte Chaviere 2830 e sono esaltato, sono nel punto più alto mai raggiunto, scatto delle foto e vedo Claude e compagna che salgono, li aspetto e scendiamo verso Modane fra marmotte che non scappano via ma si lasciano fotografare e così anche uno splendido branco di stambecchi sdraiati al sole.
La discesa verso Modane di oltre 1500 metri di dislivello fra pietraie e sentieri ripidi mette a durissima prova le ginocchia e le caviglie ma grazie al cielo arriviamo a destinazione, ci precipitiamo in un bar, mangiamo una crepe e poi di corsa al campeggio a montare la tenda bagnata sperando che stanotte non piova e così posso riavvolgerla asciutta.
Niente doccia, niente se non un bel letto fatto di tanto fieno che ho messo sotto la tenda per avere un giaciglio più confortevole…. Lo stuoino? Si, ci mancava che portavo anche quello!!!