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Ceillac

Ceillac
Arrivo a Ceillac


Gelatino sostanzioso


i saluti dal Gite 5 Saisons


10 agosto

Ho lasciato Freissinieres, la Gite 5 Saisons senza poter salutare gli amici di Firenze e sono sceso fra sentiero ed asfalto fino a Mont Dauphine, guardata la cartina mi sono accorto che era più vicino Ceillac che il rifugio Furfande, allora ho deciso di saltare la tappa precedente Ceillac, gambe in spalla, tanto asfalto, ed alla fine sono giunto a destinazione rifornito di formaggio comprato a La Ferme de Pra-Chiriou, pane, caffè, pasta, salsa e birra e sono arrivato a la Gite de Baladins, altro rifugio ottimo per le mie esigenze, camera da letto da condividere con altre persone, letti a castello, doccia, bagno, cucina, frigorifero, insomma tutto l’occorrente e poi la connessione internet gratuita.


11 agosto

Oggi vado a fare una escursione nel Parco du Queyras insieme ad un gruppo di persone che sono qui alla Gite, senza il mio enorme zaino sarà sicuramente una passeggiata, poi vi racconto.
Niente da fare, sono partito da solo perchè fra quelli che dovevano venire ci sono dei malati, allora sono andato a vedere il percorso che devo fare per raggiungere Maljasset, sono arrivato in cima al col Girardin, bellissimi laghi e tantissima gente, naturalmente superavo tutti, ero senza zaino.... mi avranno preso per uno del posto.
Dal 16 agosto sarà con me Filippo Serafini, mi accompagna per essere sicuro che passi da casa sua, a Ferrania dove ci sono i suoi genitori ed il fratello che mi aspettano

Freissiniéres

Chiara,Leonardo,Sara Ester e Francesco





8 agosto

Una pausa dopo la pioggia di ieri ci voleva, ho fatto il bucato, sono riuscito a spedire i dati alla Facoltà, ho aggiornato il mio blog, ho comprato al supermercato roba da mangiare, ravioli in scatola, formaggio, pane e quattro buste di vellutata al porro ed ai legumi.
Ora mi metto a mangiare, poi faccio la siesta e poi mi metto a studiare le prossime tappe.
Da Vallouise devo andare a Freissinières, 22 km da fare in circa 10 ore, mi trovo nel grande parco des Ecrins.
Il giorno dopo sarà la volta del Mont-Dauphin, 23 km in 7 ore.
Il giorno 11 torno su quote più alte fino a raggiungere il Refuge de Furfande, 16 km in circa 6 ore.
Il giorno 12 sarà la volta di Ceillac, 17 km in 7 ore, ma dovrò scendere da 2300 metri a 1200 per risalire infine fino a quota 2251 e scendere di nuovo fino a 1600.
Il 13 da 1600 metri salirò fino a 2700 per poi raggiungere Maljasset a quota 1900, in circa 6 ore.
Negli ultimi tre giorni farò tappa a Chiappera, Chialvetta e Pontebernardo, salendo sempre oltre i 2000 metri, ma saranno tappe Italiane, e le affronterò con gioia immensa, arrivando il 16 a Pontebernardo, Alta Valle Stura, dove troverò gli amici della Facoltà che sicuramente mi troveranno stremato ma felice di rivederli.

9 agosto

Partito dal Gite La Blanche alle 08,00, sono sceso a Vallouise, ho preso il sentiero 54 “Via Alpina” fino alla frazione di Vigneaux, mi sono fermato in un bar dove ho scambiato quattro chiacchiere con un francese e poi con una famiglia di Milano, dopo circa un’ora ho ripreso il cammino salendo per il sentiero 50 fino al Col de la Pousterie, qui ho fatto una delle mie solite soste prolungate ( a me piace tantissimo parlare con la gente ), circa un’altra ora in un rifugio.
Il titolare, la signora, un giovanotto, una coppia ed un’altra coppia lui di origine Serba e lei del Canada… insomma sapete come sono fatto io, quando parlo… parlo.
Ho ripreso il cammino, questa volta in discesa fino alla Val du Fournet, minacciava pioggia e non me la sono sentita di fare la seconda ascesa al Col des Lauzes preferendo l’asfalto, superate le miniere d’argento e transitando vicino ad una abitazione, due signore che prendevano il caffè mi hanno detto qualcosa, io non ho ben compreso ma mi sono fiondato da loro con il risultato di altre due ore a parlare, bere cocacola, una gran fetta di torta di ciliegie ed un caffè.
Esattamente mi trovavo a L’Argentière-la.Bessée presso la Signora Josette Motte e la sua amica Marise Blanchon, con loro il vecchio e bravo cane Jado.
Arrivato a valle sono poi risalito fino a Freissinières dove, nello splendido (ma sono tutti splendidi?) Gite Les 5 Saisons, ho potuto farmi la doccia, cenare, fare amicizia e alla fine passare la serata con una famiglia di Firenze, Leonardo, Chiara ed i tre figlioli: Ester, Sara e Francesco.
Ora sono nella mia camera, devo scaricare i dati e poi a nanna, pensando al Mont Dauphin, domani, con la pioggia.

Vallouise

L'Espace Cybercafè miracoloso
il mio appartamento
Col de Buffère

Montagne da andare a cercare
Sosta
Test del cammino con il K4 a Modane
Test della variabilità
Prelievo del sangue


7 agosto

Partito da Nèvache, dallo splendido Rifugio Buffère alle 08,12, la salita è stata facile e bella, sono arrivato a quota 2427, Col de Buffère con il sole non ancora alto, il meteo aveva annunciato temporali e perciò sono sceso subito verso Monetier-les-Bains lungo una diagonale interminabile, il paese era pieno di turisti, tutti con i bastoncini per le escursioni, ho comprato in un supermercato tutto l’occorrente per la cena, pensando di dormire in tenda….
Partito alla volta di Vallouise ho dovuto salire da 1500 fino a 2425, Col de l’Eychauda, sono tornato nella grande “domaine de Serre Chevalier”, irriconoscibile senza neve, quindi di nuovo discesa ma questa volta sotto un temporale violento.
A quota 1750 mi sono rifugiato in uno chalet, ho cenato tanto per giustificare la mia sosta e qui ho trovato la soluzione, una coppia gentilissima mi ha portato con la macchina a Vallouise, finalmente ho potuto guardarmi intorno e sono capitato nel luogo che tutti gli escursionisti cercano: Gite Auberge LA BLANCHE, sulla strada che porta a Vallouise (www.gite-lablanche.fr ), una pensione che ha un locale per i gruppi, risultato, ho a disposizione un locale dove dormire, una cucina ed un bagno, perfettissimo, mi fermerò qui stanotte e anche domani in modo da lavare tutto e fare bene il calcolo dei giorni che mi rimangono per il prossimo incontro con la Facoltà. Perfetto, OK!!!

8 agosto

Oggi riposo ed ho trovato un Internet Cafè favoloso: www.smms-informatique.com che mi ha risolto i problemi di connessione

Nèvache

Gregory, Laurence et Alienor
Refuge Buffère... fantastique
Riflessi d'altura




Modane


5 agosto

Parto da Modane sapendo bene il punto da dove inizia il sentiero, vado su con buon ritmo tanto da credere che arriverò a destinazione con circa due ore di anticipo, mai credere troppo nelle proprie forze e nella propria intelligenza e anche nel destino, arrivo alla prima tappa ed inizio la seconda, ad un certo punto non so più dove mi trovo, qualcuno ha levato un cartello che mi avrebbe indicato la direzione giusta… torno indietro, scendo di 700 metri per ritrovarmi dov’ero quattro ore fa e vado al primo rifugio… completo, nel secondo trovo posto e ceno con due francesi: Sylvie et Pilippe Delaflotte, parliamo di tante cose e, naturalmente del mio viaggio.
Oggi ho incontrato un grosso gruppo di genovesi, è stato bellissimo sentire quella “cadensa”… oh belin che piacere che é stato!
Anche in un rifugio gestito da una parrocchia di Nichelino ho potuto dissertare sul mio viaggio e su ADMO, c’erano dei ragazzi che sono stati a sentire quello che dicevo sulla donazione, mi fa piacere vedere che la gente si interessa a questo problema.
Domani Nevache e poi ancora avanti, non mi ferma più nessuno ora che sono a due passi dalla mia ITALIA!!!

6 agosto

Partito verso le otto ho raggiunto il passo 2150 con buon ritmo, anche grazie alla polenta e salciccia di ieri sera, poi sono sceso a Nèvache, sono le 12, sono in una trattoria, aspetto un Assiette Mèlétzet, (Charcuterie, 3 morceaux de fromage et salade vert), 25cl de vin rouge et eau mineral.
Apres je vais vers Monetier-les-Bains, 14,5 km en 5h…
Au revoire!!!!
Ore 17,36, sono a pochi passi da Nèvache, ho sbagliato di nuovo sentiero, sono salito per un sentiero indicato come Via Alpina, in effetti lo era ma prevedeva un lago ed un tratto molto panoramico… insomma un anello che dopo 4 ore mi ha riportato a Nèvache, un pochino più sopra, in un rifugio bellissimo, gestito da una famiglia sempre sorridente, e in possesso di connessione wireless!!!
Non tutti i mali vengono per nuocere, domattina affronterò la salita verso il Col de Buffère 2427 e finalmente scenderò a Monetier-les-bains…. Intanto mi godo la pace e la ottima cucina di questo rifugio, ne avrò il diritto!!!
Condivido la camera con una bella famiglia francese:
Fam. Picaud, Gregory, Laurence et la petite Alienor

Modane

Manfred, Pragna e Derek
Tetto in pietra


"Se non arrivi a piedi dove vuoi andare,
non vedrai ciò che vuoi trovare"



3 agosto

Mi sono svegliato presto, il tempo minaccia pioggia, smonto la tenda e vado a fare colazione, lascio lo zaino alla reception e vado a cercare un medico od un’infermiera per il prelievo del sangue di domattina, ardua impresa! All’ospedale non mi danno ascolto, ci sono diversi ambulatori gestiti probabilmente da infermiere ma sono chiusi, provo a chiamare il numero di telefono, non rispondono, trovo un italo/francese, mi da il numero di un’infermiera che conosce, lo comunico a Verona: tutto ok.
Alla stazione ritrovo Pragna e Derek, due inglesi incontrati al Rifugio Peclet-Polset, parliamo e ci scambiamo gli indirizzi, faccio una foto con loro.
Trovo poi due ragazzi milanesi, mi chiedono dove poter comprare qualcosa da mangiare e spendere poco, hanno avuto un problema ed ora sono senza macchina, sequestrata, devono tornare a casa e non hanno abbastanza soldi, pensano di salire sul treno e scendere se arriva il controllore, sono giovani e affamati e… sprovveduti, hanno dormito in stazione.
Penso che alla loro età probabilmente anch’io ho fatto tanti errori, gli compro il biglietto per Milano, sono felice e vedo i loro occhi inumidirsi, mi promettono di restituirmi i soldi, gli rispondo che io sono felice del mio gesto e se vogliono essere felici anche loro possono restituirmi i soldi, altrimenti sarò felice solo io.
Torno al campeggio, saluto Claude e Hella, sono chiusi in tenda, sta cominciando a piovere forte.
Trovo l’albergo, modesto ma accogliente, stasera arriveranno Luca e Chiara per la solita routine: prelievo del sangue, prove di forza, cammino senza zaino con il K4, cammino con lo zaino con il K4, pressione, emoglobina, poi quell’altro esame molto stancante con una macchina che registra dal mio dito medio, 10 minati sdraiato e dieci minuti in piedi, fermo, a respirare con il tempo scandito da un metronomo.
Il giorno 4 riprendo il cammino fino a Ferrania dagli amici Chicco e Cristina, ci sarà l’ultimo incontro con la Facoltà di Verona e poi a casa, subito, senza rifare l’Alta Via dei Monti Liguri, l’ho già fatta tutta nel 2005, devo ritrovare la mia famiglia, una moglie adorabile, due figli stupendi, una nipotina meravigliosa, un grandissimo amico a quattro zampe: Zac, mi aspettano ed io ho bisogno del loro amore.

GUYA


La musica in sottofondo, del bravissimo Jovanotti, mi ricorda la mia piccolina, la mia nipotina che ho abbandonato per venire a fare questo viaggio, anche se si chiama Guya Trekking non basta a farmi perdonare i tantissimi giorni che non ho potuto stare con lei, sono giorni che mai più ritorneranno e che io ho vissuto egoisticamente lontano da lei.
Quando tornerò nella mia meravigliosa famiglia, da mia moglie, da Massimo e Barbara cercherò di essere presente il più possibile non tanto per farmi perdonare ma perchè ho sentito immensamente la loro lontananza.
Guya è piccina, guarda il computer e dice NONNO!!!
Vi sembra possibile?
Io sono un vero nonno e voglio dimostrarlo anche con la presenza vera non basta dedicare un viaggio, anche se durissimo, non basta.
Guya piccina mia ti voglio un mondo di bene.

Nonno Dedi

Refuge Peclet-Polset

Apple pour communiquer
Modane
una famiglia di stambecchi
Bomba esplosa
Mont Chaviere 2830
Neve caduta stamattina
Manfred et Claude


Il rifugio a quota 2400 e rotti
Claude et Helle
Partenza da Pralognan la Vanoise


1 agosto

Ho lasciato il camping Isertan, colazione insieme agli amici rumeni, scambio di indirizzi e poi ognuno per la sua strada, subito uscito dal paese la valle ha cominciato ad aprirsi, fra catene di montagne stupende, la salita è stata dolce, la quota saliva molto lentamente e, arrivato ad un bivio, ho visto davanti a me una coppia con zaini molto pesanti, ho capito che si trattava di gente da “long distance”.
Claude Marthaler, svizzero, ha girato il mondo in mountain bike, ha scritto un libro, “Il Canto delle ruote”,
www.yaksite.org, insieme a lui una ragazza danese, Helle Gronbaek, abbiamo camminato insieme fino al rifugio Peclet-Polset 2746 metri, io mi sono fermato, loro hanno continuato verso il Col de Chaviere.
Ho fatto di tutto per allungare il cammino e sono di nuovo avanti di un giorno, o sono io che sono troppo forte oppure le indicazioni dei tempi di percorrenza sono sbagliate, dovrò domani arrivato a Modare inventarmi un altro itinerario, magari un anello, potrebbe essere Modane- Col du Garbier - Modane….
Bellissima la Vanoise, bei panorami, ghiacciai ovunque, rifugi, marmotte, gente, tantissima gente, bonjour, bonjour, bonjour.

2 agosto

Pioggia, freddo, nevischio, neve…. Tutti fermi al rifugio a sperare che il cielo si apra ed è così verso mezzogiorno e mezzo, riparto e trovo Claude e Helle che erano accampati vicino ad un laghetto, sono infreddoliti e bagnati, io continuo a salire, arrivo in cima al monte Chaviere 2830 e sono esaltato, sono nel punto più alto mai raggiunto, scatto delle foto e vedo Claude e compagna che salgono, li aspetto e scendiamo verso Modane fra marmotte che non scappano via ma si lasciano fotografare e così anche uno splendido branco di stambecchi sdraiati al sole.
La discesa verso Modane di oltre 1500 metri di dislivello fra pietraie e sentieri ripidi mette a durissima prova le ginocchia e le caviglie ma grazie al cielo arriviamo a destinazione, ci precipitiamo in un bar, mangiamo una crepe e poi di corsa al campeggio a montare la tenda bagnata sperando che stanotte non piova e così posso riavvolgerla asciutta.
Niente doccia, niente se non un bel letto fatto di tanto fieno che ho messo sotto la tenda per avere un giaciglio più confortevole…. Lo stuoino? Si, ci mancava che portavo anche quello!!!