Manfredi Salemme - Trekking in tutto il mondo per ADMO e la SCIENZA ------- masalemme@gmail.com ---- Cerco sponsorizzazioni per l' Australia - Guya Trekking 2011

Pralognan la Vanoise

Dora e Robert
Pralognan la Vanoise
Vista su Pralognan da mont Chevrier
Spettacolo
Claude e Sandrine
La famiglia Deneufbourg
Gilles Deschamps
Quattro allegri compagnon
Nevaio du Col de la Sachette
il passo
prima di arrivare al passo

30 Luglio
Sono ripartito finalmente, in un’altra giornata bellissima, ho lasciato la mondanità per i campi recintati dove le vacche oziosamente ruminano e producono latte.
Il lago du Chevril con quell’assurdo tubo che la notte, quando la corrente costa meno, riporta l’acqua utilizzata per le turbine nel lago. E’ un ampio giro che percorro, quasi torno indietro, ma prendo quota, il Col de la Sachette mi fa toccare di nuovo la quota 2700, marmotte ovunque ed in lontananza, finalmente, gli stambecchi che sembra volino fra le rocce.
Arrivo al Refuge de Plaisance e vengo accolto da un allegro vociare, cinque bambini ed un papà, infine il titolare ed una coppia di arrampicatori.
Il papà è Christophe Deneufbourg, i ragazzi Marguerite, Jean, Nicolas e Benedicte, gli arrampicatori Sandrine e Claude che il giorno della mia partenza sono andati sul ghiacciaio Col du Nant 3300... un poco li ho invidiati.
Il rifugio molto spartano ma dotato dell’essenziale, gestito da Gilles Deschamps, un uomo silenzioso, educato, gentilissimo.

31 Luglio
Ho lasciato i 2000 per un grande anello che attraverso enormi abetaie mi ha avvicinato a Courchevel, il caldo, la stanchezza e la fantasia mi hanno fatto cambiare itinerario, ho detto no (ed ho sbagliato) al Refuge du Grand Bec e sono sceso a Pralognan la Vanoise, in un campeggio, probabilmente devo avere un poco di solitudine ed un poco di civiltà e chiasso.
Anche qui un bellissimo incontro, Robert e Dora, due ragazzi Rumeni che vivono a Bruxelles, qui anche loro per il trekking, siamo stati insieme al freddo, sullo stuoino a bere birra ed a capire che la pensiamo nella stessa maniera in fatto di politica, religioni, vita attuale, è una consolazione vedere che ci sono persone che la pensano come te, mi sono racchiuso nel mio sacco vestito di tutto quello che ho e stamattina nel freddo e nell’umido scrivo di questi due giorni nel Parco della Vanoise, sicuramente le montagne più belle dell’intero arco Alpino…. Finora.

RANDONNEES DANS LE PARC DE LA VANOISE

Mont Peclet


Nuovo percorso nel Parco della Vanoise.

Tignes - Col de la Sachette, 2h,30---
Entre le Lac, 2h,00---
Col du Plan Sery, 2h,30---
Refuge de Plaisance, 1h,30--- (sosta 30 luglio)

Refuge du Laisonnay, 1h,30---
Plan des Gouilles, 3h,00---
Refuge Gran Bec, 4h,00--- (sosta 31 luglio)

Col des Leschaux, 0h,45---
Refuge des Barmettes, 2h,30---
Col du Grand Marchet, 4h,00---
Pas de l’Ane, 1h,30---
Refuge de la Vallette, 1h,30--- (sosta 1 agosto)

Les Prioux, 2h,00---
Pont de la Peche, 0h,30---
Refuge Polset, 3h,00--- (sosta 2 agosto)

Col de Chaviere, 1h,15---
Refuge de l’Orgére, 2h,15---
Modane, 2h,00---
Orelle, 2h,30--- (sosta 3 agosto e incontro con UNIVR)

da Le Chenal a Tignes

Le Refuge de l'Archeboc (complet)
Col du Mont lato Francese


Brigitte de Info Vanoise
Il lago di Tignes

Refuge de Chenal
Dominique, io e Michel


27 LUGLIO

Ho lasciato Valgrisenche così desideroso di riprendere il cammino che dopo quasi un chilometro sono dovuto tornare a prendere una giacca che avevo dimenticato, poco male… comunque ho camminato lungo il lago artificiale fino all’inizio del sentiero, qui ho incrociato un pullmino di una scuola materna di Sestri Levante ed una coppia di Genova, lei si chiama di cognome Cogorno!
La salita al Col du Mont è stata dura e lunga anche a causa di un passaggio di mucche infinito… ho dovuto attendere che tutte transitassero.
Scendere al rifugio è stato piacevole ma quando ho saputo che erano al completo non me la sono sentita di fare la terza notte in tenda, ho proseguito per la tappa successiva e sono arrivato verso le 21,30 al Gite de Chenal
Cena, doccia e subito a dormire.
Domani devo studiare un percorso aggiuntivo altrimenti arrivo a Modane troppo presto.
Ciao

28 luglio

Monique e Michel Chaudan titolari del rifugio sono stati veramente ospitali, ma stamattina il mio pensiero era risolvere la situazione del troppo tempo a mia disposizione per arrivare a Modane, sono cosi andato a Tignes, qui ho avuto quello che mi serviva e sono tornato al rifugio, il tempo di una birra e di nuovo a Tignes, non era proprio dietro l'angolo.... anche oggi ho macinato km per quasi 10 ore e con un sole terribile.
Ora sono a Tignes Le Lac, domani studio bene il percorso con una addetta dell'ufficio informazioni ed il 30 riprendo il cammino che per cinque giorni mi vedrà toccare località note come La Plagne, Val Thorens ed altre.

ciao

A volte si è tristi, a volte allegri

Col du Mont 2639


Vivere in mezzo alla gente spesso significa adattarsi continuamente e non essere mai veramente spontanei, a volte si è tristi ma l'ambiente che ci circonda o meglio chi ci sta accanto riesce a modificare il nostro stato, spesso sono i nostri veri amici che ci conoscono bene o i familiari.
Se si è soli e si è tristi lo si è completamente.
La stessa cosa avviene con la felicitò.
L'allegria spesso va condivisa... ma è poi la stessa?
Io credo che sia bellissimo avere accanto qualcuno nei momenti tristi, come nei momenti felici, ma credo anche che la vera dimensione di gioia o di sofferenza vengano modificati.
Per questo ora io sono triste e sto bene con la mia tristezza, perchè è vera, intensa, mia.
Per questo domani io sicuramente sarò veramente felice quando arriverò in cima al Col du Mont, spartiacque fra Italia e Francia, probabilmente stanco e sudato mi guarderò alle spalle, la Valle d'Aosta e davanti a me il Parco della Vanoise con località famose nel mondo: Tignes, Couchevel, Val Thorens....
La mia felicità in quei momenti sarà solo mia, intima, esplodente e mi darà la giusta forza per andare avanti.
Si, ho bisogno di piccole dosi di forza, sono molto stanco, e se non trovo dell'ossigeno la fiamma che brucia in me tende inesorabilmente a spegnersi.
L'ossigeno sono i momenti di tristezza e quelli di felicità, la solitudine e gli incontri, la fame e un bel piatto caldo, il freddo la notte ed il sole il giorno.
E poi ho in questi giorni un enorme bisogno di sentirmi osservato, capito, aiutato.

Manfredi


Ascesa al Col du Mont da Valgrisenche

Passeggiata lungo il sentiero bellico che attraversa l'ampio vallone di Saint Grat e salita al lago incassato tra le rocce della Testa del Rutor. Sullo sfondo la Testa del Rutor vi accompagnerà lungo tutto il percorso.

Descrizione

Una volta giunti a Bonne, paese che si erge sulle pendici occidentali della Valgrisenche in corrispondenza della diga di Beauregard, si procede in macchina lungo la riva del lago per circa 3km, a questo punto la strada comincia a scendere e sulla destra troviamo una strada poderale che risale sterrata e vietata al traffico. Parcheggiate la macchina e proseguite a piedi seguendo la segnaletica del sentiero (6). Salendo si può scorgere sulla sinistra il vallone che porta al rifugio Bezzi.
Dopo pochi minuti giungerete all'agglomerato "Grand Alpage" dove vedrete, proseguendo sulla destra, un monumento dedicato a 33 operai morti sotto una valanga nel tentativo di raggiungere il Col du Mont sotto la minaccia delle armi nel gennaio del '45.
Continuando lungo la strada che segue la costa si giunge all'alpeggio di Revera a quota 2070m. Qui si può scorgere il rifugio diroccato che rappresenta la frontiera franco-italiana sul Col du Mont. La strada sterrata finisce e guardando in basso, verso sinistra nel vallone, si scorge una stele di pietra che indica il luogo della sciagura del '45.
Proseguendo lungo il sentiero si giunge al ponticello che attraversa il torrente Grand'Alpe ci si trova di fronte ad un bivio e si prende il sentiero (7) sulla sinistra (scegliendo la strada a destra si giungerebbe al lago di San Grato). Seguendo questo percorso, che nell'ottocento era militare, si sale a mezza costa fino ad incontrare dei ruderi. Si tratta di una piccola caserma costruita dai fascisti nel 1938 ed incendiata alla fine del conflitto dai soldati tedeschi in fuga. Da lì bisogna percorrere altri 200 metri di dislivello per giungere in cima al colle. Il quest'ultimo tratto è possibile trovare ancora dei nevai, soprattutto se lo si percorre all'inizio dell'estate. Dal colle si possono scorgere ancora le barricate di filo spinato dell'ultima guerra ed i resti del ricovero "Capitano Mathieu", eretto nel 1893.
Cenni storici

Anticamente il Col du Mont rappresentava un'importante via di comunicazione con l'Alta Savoia. Gli abitanti della Valgrisenche lo hanno sempre attraversato per cercare un'opportunità di lavoro in Francia (erano molto apprezzati i nostri spazzacamino) o per scambi commerciali. Questi scambi hanno fatto sì che si venisse a creare un certo legame tra i due popoli. Per festeggiare l'unione che lega ancor oggi la Valgrisenche con la vicina Savoia, ogni anno nel mese di luglio le due comunità si danno appuntamento al colle.
Anche nel periodo delle guerre mondiali questo valico transalpino veniva spesso attraversato dai contrabbandieri in cerca dei generi di prima necessità.
Proprio per la posizione strategica il Col du Mont ha sempre rivestito una certa importanza anche dal punto di vista militare. Questo però, non ha giovato alla popolazione locale perché le varie armate che nei tempi lo hanno attraversato od occupato hanno spesso portato a Valgrisenche distruzione, saccheggi e preteso salati pedaggi.

(Dal sito www.inalto.org)

VALGRISENCHE

Stefano, Alberto, Manfredi, Francesca, Luca
La grolla, bollente e spiritosa
Torre di avvistamento


Paolo e Manfredi
La mia suite


Attraversare la Valgrisenche significa allontanarsi dal rumore, dalla civilizzazione ed entrare in un racconto d'altri tempi.
Torrenti impetuosi, cascate.... fischi improvvisi di marmotte che avvisano la mia presenza, roccia, tantissima roccia ed infine un paesino accogliente, raccolto attorno ad una chiesa, turisti, campeggi organizzati da enti o scuole, ragazzi ovunque, pareti dove viene praticata l'arrampicata libera, mountain bikers, escursionisti che partono, altri che arrivano... è il mio ambiente, sono accettato e mi sento benissimo qui, non me ne andrei più.
Al "Vieux Quartier" mi accoglie Paolo, un ragazzo attento, disponibile e gentilissimo, c'è il tutto esaurito, non ha dove mettermi e mi consiglia di piazzare la tenda in un prato annesso alla struttura, lo faccio.
Nel ristorante c'è il mondo, rumore, parole, canti..... mi siedo ad una tavolata trovando spazio fra due gruppi, alla mia destra tre ragazzi ed una ragazza, parliamo.
I loro nomi li scrivo per non dimenticarli mai più: Stefano Bois, Luca Usel, Alberto Giudice e sua moglie Francesca Aureli.
Ceniamo e parliamo, ci raccontiamo, poi una grappa, una seconda, una grolla..... infine i fuochi d'artificio sparati dall'imponente muro della diga di Beauregard.
E' ormai notte fonda quando ci salutiamo, io vado verso la tenda un poco brillo ma felice, non si è mai soli sui monti, non si è più soli se ci si sa aprire alla gente, se si sa ascoltare; domani ci sarà ancora il sole, faccio pausa, resto ancora un giorno qui nella valle dove stanotte dormirò vicino al Santo Padre, lui sicuramente in un morbido letto, ma io avrò un tetto di stelle.

ARVIER

Col Citrin 2481
Il mattino del 24 al passo
giù verso la valle
un caffè buonissimo ed il mio giornale

Nicodemo e Angelica
24 luglio

Volevo una giornata speciale oggi e così è stato.
La foto del lago ne è la prova, sono sceso dal passo alle 8,30, il continuo grido delle marmotte mi ha accompagnato lungo una discesa infinita fino a Saint Rhemy en Bosses, poi il grazioso paesino di Saint Léonard dove ho preso il mio vero primo caffè all’italiana ed……. Il Secolo XIX!!!!
Quindi, rinfrancato ed informato ho preso a salire verso il Col Citrin (2481) dove sono giunto alle 16,00.
La discesa, lunghissima, mi ha portato alle 21 alla “Grotta degli Alpini” Ristorante Pizzeria dove Angelica e Nicodemo non solo mi hanno fatto mangiare benissimo ma sono anche stati ad ascoltare i miei racconti, ci siamo fatti una foto per non dimenticarci del bell’incontro.
Ora mi trovo ad Arvier, finito lo scarico dei dati, scrivo per poter trasmettere a chi mi segue via internet queste bellissime esperienze (quando avrò la linea)
Avvistati e filmati i camosci.
I dati di oggi: Kcal 5303, passi 55000, ore di attività 12,13.
Domani vado a Valgrisenche e siccome cammino troppo ho deciso di fare una variante al programma: dal rifugio de La Leisse, o poco dopo, entrerò nel parco de la Vanoise, passando per Courchevel, Mottaret, Val Thorens, Orelle ed infine Modane… devo studiare bene il percorso su una cartina che mi procurerò a Tignes.
Ciao.
Ho saputo che il SETTEBELLO ha vinto 12 a 5, congratulations!!!!!!

Navigando su Internet .........


......luoghi bellissimi,montagne stupende,vallate incantevoli,orizzonti pregni di libertà........sono tutti momenti preziosi che mi hanno accompagnato in questa avventura, ma quello che mi preme sottolineare più di altro è il rapporto con tutte le persone con le quali ho avuto a che fare in questi due mesi. Perchè dalle persone hai sempre qualche cosa da imparare, non necessariamente deve essere una cosa macroscopica solitamente sono cose più " sottili " da individuare e più difficili da comprendere. Alcune persone ti entrano nella vita per una ragione, altre per una stagione, altre per sempre. Quando qualcuno ti entra nella vita per una ragione di solito lo fa per venire incontro a un bisogno che tu hai espresso. Arriva per assisterti nel superare una difficoltà, per portarti guida e sostegno, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrarti mandato da Dio e magari lo è. C'è per la semplice ragione che tu hai bisogno che ci sia! Poi, senza che tu ti comporti male nei suoi confronti,oppure nel momento meno opportuno questa persona farà o dirà qualcosa che porterà il vostro rapporto a una fine. Può morire. Può andarsene. Può costringerti col suo comportamento a prenderti una pausa, Quello che dobbiamo capire è che il nostro bisogno è stato soddisfatto,il nostro desiderio è stato realizzato,il suo lavoro è finito. La preghiera che avevi rivolto è stata esaudita e ora è tempo di guardare avanti. Alcune persone entrano nella tua vita per una Stagione, perchè è arrivato il tuo turno di condividere,crescere o imparare. Ti fanno vivere un'esperienza di pace,oppure semplicemente ti fanno credere. Possono insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Di solito ti regalano un'incredibile gioia. Ma solo per una Stagione. Chi entra nella tua vita per Sempre lo fa per insegnarti cose che contribuiscono a darti una solida base emotiva. Il tuo lavoro è di accettare la lezione,amare questa persona e mettere ciò che hai imparato al servizio di tutte le altre relazioni e gli ambiti della tua vita. Si dice che l'amore è cieco,ma l'amicizia è chiaroveggente. GRAZIE a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di questa avventura,che lo siano state per una Ragione, una Stagione o per Sempre. Umberto Tacchini
http://www.volomania.it/site/modules/tinycontent/index.php?id=13

PASSO GRAN SAN BERNARDO

Passo Gran San Bernardo





Basta poco, veramente poco per star bene, sono al passo del Gran San Bernardo, ho mangiato decentemente, fatto barba e doccia ed ora scrivo:
Ieri sono partito da Vernayaz verso le 16, sono transitato da Martigny diretto verso il passo, ad un certo punto ho preso un sentiero che diceva Champex due ore e mezzo, alle 22 mi sono trovato di fronte ad una casa, il sentiero era finito ed io avevo sbagliato strada, tre ore buttate via, ho montato la tenda e mi sono messo a dormire.
Stamani sono tornato al punto di partenza, sulla strada affollata di camion, mi sono messo a camminare sotto un forte temporale, poco prima di Champex un signore gentilissimo si è fermato chiedendomi dove fossi diretto, saputo che intendevo raggiungere il passo e sentito il mio racconto dell’errore del giorno prima mi ha consigliato di evitare la strada molto trafficata, mi avrebbe portato dopo il tunnel evitandomi di camminare sulla strada dove transitavano molti camion… e così ha fatto.
Ho ripreso il cammino sempre sotto una pioggia mista a neve e finalmente sono arrivato al passo, pranzo, doccia ed ora pulito e profumato scrivo.
Sono in Italia, domani andrò a Cerellaz, 30 km in dieci ore, ma il mio desiderio è raggiungere il Refuge de la Leisse, sopra Val Thorens, spero che sia quel giorno una bella giornata per poter finalmente vedere d’estate dove amo andare d’inverno a sciare.
Dicevo che basta poco per essere felici, sono felice, sono tornato sul crinale, lontano dalla civilizzazione, dai rumori, nel silenzio assordante della natura, nella pace del vento, nel calore della pelle bruciata dalle scaglie di ghiaccio di una improvvisa tormenta, vivo finalmente e pulsante di vita.

LENK - GSTEIG- LES DIABLERETES - PISSEVACHE

Una bellissima famiglia al Tour de France

ora di arrivo... 23,00




cena nella stalla




Pascal et Pauline



16 luglio sosta di riposo e ripartito il 17 con Pascal e Pauline, vanno forte con pochissime soste, io naturalmente chiudevo il gruppo, sotto una pioggia continua siamo arrivati a Lenk…. anche qui troppo lusso, dopo un panino veloce e con la cartina fornita dal Turisticbureau, abbiamo preso il sentiero per Gsteig ma alla prima stalla senza mucche ci siamo intrufolati.
Praticamente avevamo tutto, gas, tavolo per cenare, fieno per dormire e …… una bottiglia di grappa scovata in uno scaffale.
Io ricordo solo che ad un certo punto ho salutato i ragazzi e sono andato a buttarmi sul fieno, devo essermi addormentato immediatamente.
Al mattino siamo partiti sotto un nubifragio, poi man mano che prendevamo quota l’acqua si è trasformata in neve, ha continuato a nevicare per quasi tutto il cammino, un freddo notevole anche a causa degli indumenti bagnati, insomma verso le 15,30 siamo arrivati a Gsteig, Pascal e Pauline si sono infilati in una scuola in ristrutturazione, io ho proseguito per Les Diablerets perché mi è stato sconsigliato di effettuare la tappa in programma: Gsteig-Godey tutta su quote superiori ai 2000 metri con oltre mezzo metro di neve fresca e nessun segnavia verticale ( il percorso viene seguito in sicurezza seguendo le indicazioni sul terreno, generalmente sulle rocce).

A Les Diablerets ho tirato dritto, convinto che al Col de la Croix avrei trovato un rifugio o magari un’altra stalla, niente di tutto questo, alle 21,12 ho cominciato a scendere ed alle 23 sono finalmente giunto a Villars, in un tranquillo B&B, manca un quarto all’una, sarà meglio che mi metta a dormire.
Calorie consumate 5.583, passi 56.700, ore di cammino 13,46.

19 luglio

Dopo una frugale colazione ho ripreso il cammino: Bex, St. Maurice, Envionnaz, Collonges, Dorènaz e, all’indicazione Vernayaz, meta della tappa, ho deciso di seguire l’itinerario pedestre, troppo stufo di asfalto, conclusione? Un lunghissimo anello intorno al Rodano, con grande mangiata di apricot e dimenticanza dei miei bastoni in un frutteto, alle 20,43, quasi a destinazione, sono dovuto tornare indietro per riprenderli.
Ho finalmente piazzato la tenda alle 22,00.
Il cammino si è molto rallentato dal passaggio del Tour de France, dai commenti della gente che mi chiedeva se partecipavo anch’io, io rispondevo loro che il mio era il Tour des Alpes.
Un gruppo particolarmente simpatico mi ha offerto una grappa ed ho passato con loro una bella mezz’ora.
Sono il gruppo della foto, non ricordo i loro nomi ma li ringrazio pubblicamente della bellissima ospitalità.



ADELBODEN - 15 e 16 Luglio

Adelboden
uno splendido Boxer

una delle tante bellissime case



Sono partito dal campeggio di Aeschi dopo che il sole aveva asciugato la tenda, naturalmente di notte c’è stato un bel temporale…..
Ho preso la ciclabile fra sterrato ed asfalto, lungo un fiume e, cosa normale in Svizzera, attraversando paesini con il loro piccolo aeroporto! Beh, noi in Liguria abbiamo le piscine…
Sono stanco e inoltre il campeggio ha il prato impregnato della recente pioggia, non metto la tenda, ho trovato una panca sotto una tettoia, sistemo qualcosa sotto per renderla più morbida e mi infilo nel sacco a pelo, bisogna adattarsi, bisogna accettare tutto in questo lungo viaggio, anche le privazioni, ho desiderato una birra durante il cammino e non ho trovato un bar aperto, me la berrò domattina a colazione, stasera pane, salame e formaggini, due pomodori e tutta l’acqua che voglio ... sta piovendo di nuovo!!!
Buonanotte!
Buongiorno..... c'è il sole, ma quanto durerà? Un fatto importantissimo accadrà oggi, potrò conoscere Nadine e Pascal, anche loro sulla WanderWeg, ci siamo sentiti prima di partire e in questi giorni a mezzo sms.
Potete saperne di più su di loro cliccando sul loro nome nella finestra "Quelli che stanno partendo"

Ci siamo incontrati, stasera ci facciamo una bella grigliata e domattina partiamo insieme per Lenk.

Mi piace star solo, cammnare nel rumore dei miei pensieri, ma amo i contatti con le persone, con loro parlo francese e spagnolo, è bellissimo anche poter condividere questa avventura con chi sa apprezzarla, sono giovani ma molto esperti, hanno già camminato in Spagna, in Sud America ed ora li ho quasi convinti a fare l'Alta Via dei Monti Liguri... si vedrà, intanto stasera... GRIGLIATA!!!!!!!!


Bellissime parole


"l'uomo che vede oltre l'orizzonte, che sogna non solo di notte ma anche di giorno, l'uomo che è il fautore di sogni impossibili e che ancora non comprende bene come poterli realizzare. Ma questi sogni sono molto più grandi, perchè provengono dal Cuore e il Cuore non stabilisce di fare solo un determinato tipo di sogni, quelli che possono diventare realtà. No. Lo Spirito dentro di noi sogna l'impossibile."

"Prefersico essere un sognatore tra i più umili, con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni ne desideri."

MA COME E' BELLO !!!!!



MA DIRE CHE E' BELLO E' RIDUTTIVO, LUI NON E' UN CANE, LUI E' ZAC, ZACCARIA ALL'ANAGRAFE.

UN AMICO DOLCISSIMO, AFFETTUOSISSIMO, TENERISSIMO E ANCHE PERMALOSO, QUALCHE VOLTA COMBINA I GUAI E POI QUANDO MI VEDE SI NASCONDE OPPURE SI INFILA FRA LE GAMBE DI QUALCUN'ALTRO, EPPURE LO SA CHE GLI VOGLIO UN GRAN BENE, MA LUI FA COSI'...

QUANDO DORME SI METTE A PANCIA ALL'ARIA E SPESSO EMETTE DEI GUAITI E TIRA FUORI LA LINGUA, NON SBAVA SE NON QUANDO MI OSSERVA MENTRE GLI PREPARO DA MANGIALE... ALLORA FA LE GOCCIOLINE.

SIAMO MOLTO AMICI E MI MANCA TANTISSIMO, SE LO AVESSI QUI CON ME ORA ME LO PORTEREI IN TENDA E DORMIREI ABBRACCIATO A LUI TUTTA LA NOTTE.

NON LO HO PORTATO CON ME PERCHE' LUI E' TUTTA ENERGIA MA POI SI BUTTA PER TERRA E TI GUARDA COME DIRE.... BEH ORA BASTA!

CIAO ZAC, AMORE MIO, VEDRAI CHE IL TUO PAPA' TORNA E GIOCHIAMO A PALLA.

UN BACIONE GRANDISSIMO

CAMPING AESCHI - SWISS

in fondo la mia tenda
vista sul lago
il mio ufficio

Trasmissione dati


Ecco dove sono in questo momento, dove riposo e dove mi ricarico per continuare questa splendida avventura.
E' un bellissimo campeggio,  panorama a 360° verso le alte cime dello Jungfrau ed i laghi di Interlaken, un posto dove riposare e fare bellissime escursioni, servito da bus e parecchi esercizi commerciali.

Questo è il sito:

http://www.camping-aeschi.ch/info1e.html

PENSIERI DEL 14 LUGLIO


Che cos'è il cammino? Se non un gesto naturale, una necessità, il modo per poter raggiungere un posto, una persona.
Un tempo la gente camminava perché era l'unico modo per spostarsi, per scoprire terre nuove, nuove culture.
Oggi ci si sposta velocemente, ed è proprio la velocità nemica dei nostri sensi primitivi, tutto ciò che assaporiamo, odoriamo, ascoltiamo, ci viene addosso improvvisamente e spesso distorto da un insieme di informazioni concatenate.
La semplice percezione, lenta e avvolgente di un profumo, di un luogo, di un incontro, camminando si avverte lentamente, ci entra dentro attraverso i nostri sensi e ne cogliamo la pura essenza.
Vi faccio un esempio banale ma che fa ben capire il mio pensiero, la mia lenta ma determinante percezione:
sto camminando assorbito da un pensiero, da una frase che, dentro di me ripeto per darmi un ritmo.... improvvisamente un rumore cattura il mio interesse, è un raspare sordo, mi fermo e guardo nella direzione da dove ho avvertito il rumore, la terra si smuove, esce una marmotta, resto immobile, non ho il coraggio di prendere la macchina fotografica perché lei mi sta osservando, socchiudo gli occhi... sento la fragranza del suo odore muschiato, dietro di lei escono quattro cuccioli che cominciano a rincorrersi, è uno spettacolo meraviglioso, mi sento accettato, sono felice.
Sono restato immobile per così tanto tempo da avere dolori diffusi ma non ho potuto rinunciare alla bellezza di quel momento.
Altre volte sento il profumo del legno bruciato, del cibo in cottura e capisco che c'è un'abitazione nei pressi... e del latte appena munto? E' dolcissimo, pastoso, senti che ti nutre che è ricchissimo di sostanze essenziali, specie se sei digiuno e vai avanti a frutti di bosco, una tazza di latte, come quella che mi ha offerto una signora, fuori da una stalla, in un alpeggio verdissimo.... ho sentito il sapore dolce nella mia bocca per ore!
Parlavo del cammino, anche quando ci troviamo nella nostra città e spesso attraversiamo quartieri con la macchina... se ci capita di ripassarci a piedi, scopriamo angoli incantevoli, immagini che con la velocità non avevamo potuto cogliere.
Sui monti, poi, tutto questo viene amplificato, se si è soli come me, ancora di più.
Pertanto vi do un consiglio, semplice e sicuramente efficace:
Uscite dalla città, cercate un sentiero, salite verso l'alto, lentamente e spesso fermatevi ad osservare dove non avreste mai guardato, toglietevi le scarpe e camminate a piedi nudi sull'erba, bevete dai ruscelli e sdraiatevi ad osservare le nuvole scoprendo immagini strane e a volte buffe, chiudete gli occhi e state all'ascolto, non sentirete l'erba crescere, ma sarete parte della natura, inseriti e degni di appartenerle e...... vi sentirete leggeri e felici.... come me.

AESCHI.... verso ADELBODEN

sette del mattino! Ma è matta?
belle vero?
Lo Jungfrau, oltre 3000 mt


Quasi arrivato a destinazione
La mia casetta


Ieri sera ero in un campeggio in riva al lago..... stasera sono in un campeggio sui monti, ho davanti a me il massiccio dello Jungfrau pieno di neve, il ginocchio sta andando a posto, comunque seguo i consigli di Tamara e metto la crema antinfiammatoria e il domopack, resto qui anche domani, lavo tutto, stendo e ricarico le energie per tornare fra le nuvole, domani racconto qualcosa in più e metto le foto.

Oggi kcal 4570, passi 55.140, ore di attività 11,00...... niente male per un vecchietto!!!

Le foto le ho messe stasera così domani riposo del tutto, lo sapete che appena io arrivo la prima cosa da fare sono lo scarico dei dati, il salvataggio e l'invio alla Facoltà? Niente doccia niente di niente, prima il dovere e poi.... stasera andrò a letto così, domani mi lavo per bene....

Ciao a tutti e buonanotte

MEIRINGEN


Attenzione?






Meiringen
Engelberg


Sono partito da Engelberg e dopo pochi metri ha cominciato a farmi male il ginocchio, camminando molto piano ho potuto raggiungere Meiringen e da qui ho deciso di continuare lungo la valle, molto più lungo ma almeno il ginocchio non forza e così sono arrivato nel primo lago che porta a Interlaken, sono in un campeggio "free" se sosti una sola notte, qui c'è la connessione wireless e così ho potuto adempiere a tutti i compiti relativi agli strumenti che porto con me.
Domani continuo il fondo valle in direzione di Adelboden per riprendere li la Via Alpina, il ginocchio durante il cammino sul piano non forza e già va un poco meglio, sono certo che ad Adelboden potrò finalmente tornare verso le cime, bellissime e silenziose

ENGELBERG

Engelberg


In lontananza Engelberg
Surenenpass



Altdorf - Monumento a Guglielmo Tell


Stamattima sono partito da Spiringen, una strada asfaltata senza fine mi ha condotto a Altdorf, da qui raggiungere Engelberg era quasi impossibile allora ho preso una funivia che mi ha fatto evitare altro asfalto e da Brusti, quota 1500 ho ripreso il sentiero (bellissimo) che fra neve e fango mi ha portato a toccare la quota 2291 Surenerpass.
Scendere è stato bellissimo, fra pascoli e montagne ancora piene di neve, non credevo di farcela ma dopo 10 ore sono arrivato a Engelberg, una cittadina tipicamente svizzera, piena di Hotels, campo da golf, gente ben vestita, ristoranti affollati ed io che transitavo fra quelle luci, confuso e incerto se chiedere i prezzi, ad un certo momento, quando pensavo di mettere la tenda ho sentito parlare italiano, erano due autisti che mi hanno consigliato un albergo economico, ed ora sono qui, finalmente, a scrivere sul mio portatile a tutti i miei amici che mi seguono.
Sistemazione in rifugio
Walter e Manfred

Imre e Walter





7 luglio

Sveglia alle 6, colazione e con il mio nuovo compagno abbiamo cominciato a salire verso Elms, niente di particolare se non che ha piovuto tutto il giorno, all’arrivo a Elms il mio amico ha deciso di piazzare la tenda in un giardino pubblico, sotto la pioggia e nel fango…..io ho proseguito a camminare, sotto una pioggia fortissima e sono arrivato al rifugio di Ober Erbs dove la signora Doris mi ha portato una cenetta veramente deliziosa, tutta la mia roba bagnata è ora ad asciugare, domani mattina mi incamminerò verso Linthal dove verrò sottoposto ad accurate analisi…. sono un tipo interessante, sicuramente ritroverò Christian e spero di poter continuare con lui questo mio viaggio meraviglioso.



Christian




Doris

8 luglio

Sono le 6, guardo fuori e piove, le montagne sono ancora innevate e avvolte da nuvole che non promettono niente di buono, qui nella sala comune c’è un bel caldo, sono asciutto e riposato e penso a Christian che stamattina dovrà riprendere il cammino con tutta la roba bagnata, la mia invece è asciutta.
Lui è migliore di me, è un vero duro, so che a Linthal ci ritroveremo.
In questo momento sono a 1750 metri, dovrò salire fino a Wichlenmatt 2036, attraversare il Richetlipass 2261 e scendere fino a Linthal con un dislivello in discesa di 1599 metri.
Salire la montagna, lentamente, con il respiro rotto dalla fatica, la mente avvolta da mille pensieri, sentire le forze venir meno e voltarsi a guardare la valle, riprendere energia nella consapevolezza di essere saliti tantissimo e non pensare alla cima ma concentrarsi sul passo, su un pensiero improvviso, sul proprio respiro.
Questo ti da la salita e quando arrivi, quando l’obiettivo è raggiunto, tutto finisce.
Scendere invece, in particolar modo con questo tempo significa sentire sulle proprie ginocchia e sui piedi il peso enorme del proprio corpo e dello zaino, lentamente a volte per paura di scivolare, i piedi si gonfiano e li senti pulsare, un sasso, una radice, una parte di terreno che improvvisamente si apre… e sei per terra.
Sono le sei e trenta, piove, lo zaino è pronto, è tutto asciutto, aspetto le otto per la colazione e poi…. vado a Linthal, fra la gente, nel rumore, da dove scapperò via, di nuovo, verso questa bellissima strada: La Via Alpina.





Sono arrivato a Linthal in circa 7 ore, abbastanza
facile il percorso, disturbato dalla solita pioggia, l’arrivo a quota 2261, Richtelipass è stato esaltante, una fatica enorme gli ultimi 100 metri fra neve e fango, con la voglia di toccare la cima.
Poi una lunghissima discesa fino a 700 metri: Linthal.
Alberghi chiusi o con scarsa disponibilità ci ha costretti a cercare in un paese vicino un albergo e qui finalmente abbiamo cenato io, il Prof.Cevese, il Dr. Ardigò e la Sig,na Bencini,
Domani ci saranno i controlli di rito e poi ci saluteremo per ritrovarci il giorno 21 luglio….. dove sarò arrivato.
















9 luglio

Sveglia alle 6, alle 7,30 mi è stato fatto il prelievo del sangue, poi dopo una leggerissima colazione, senza caffè, altri test di controllo: 20 minuti sdraiato e 20 minuti in piedi, con un metronomo che mi dava il tempo della respirazione, con vari strumenti addosso, ho la pressione bassa… non è meglio?
Dopo la vera colazione a fare i test del cammino, prima senza zaino e poi con lo zaino, infine i test di forza su una sedia che ogni volta si portano dietro, poi un ultimo prelievo dal mignolo, una goccia per verificare non ricordo cosa, fine.
Sono partiti dandomi l’appuntamento a Gsteig il giorno 21 luglio, nel Vallese, verso la Francia…… più vicino all’ITALIA.


Dr. Ardigò e Prof. Cevese

10 luglio
Stamani lo zaino era già pronto, alle 8 ho fatto la solita colazione esagerata, imboscando nello zainetto: formaggi, salumi, pane e marmellate (per il viaggio).
Ho preso il trenino a cremagliera che mi ha portato a Braunwald e da li ho incominciato il mio cammino.
E’ stato un percorso bellissimo, lungo una valle circondata da splendide montagne, a volte lungo un fiume che scivolava lentamente verso Linthal, con una serie di tornanti sono arrivato al Klausenpass e mi sono accorto che avevo superato Urnerboden, meta della mia tappa odierna… allora ho continuato, volevo raggiungere Urigen, invece sono andato ancora oltre, Spiringen, praticamente a due ore da Altdorf.
Meglio così, quando sto bene e non piove, come oggi, allora preferisco fare più chilometri.
Grazie a tutti quelli che si sono ricordati del mio compleanno, il telefono ha squillato incessantemente per tutta la mattina e stasera è arrivato ancora qualche ritardatario… GRAZIE!!!!!
I numeri di oggi sono: Kcal consumate 4500, passi 46000, attività fisica: 10 ore e 50 minuti…. Sono stanco, vado a dormire.





LINTHAL

Avevo scritto di tutti i giorni passati, delle bellissime cose viste, degli incontri.... speravo di trovare un Internet Cafè per potervi raccontare il mio viaggio, invece niente, rimando tutto alla prossima occasione, in questo momento sono in un negozio ed il proprietario mi ha dato accesso al suo computer, ma le foto e tutto il resto ve lo pubblichero' appena possibile.

Stamani con il Prof. Cevese, il Dr. Ardigo' e la Sig.na Begnini abbiamo effettuato tutti i test, loro ora sono partiti ed io domattina, giorno del mio 62mo compleanno continuero' la mia strada verso casa.

Il francese l'ho perso per strada ma credo che lo raggiungero'.

Sto bene, non ho alcun problema fisico e mi sento ancora forte.

Mando un grossissimo abbraccio a tutti sperando di potervi allegare la prossima volta foto ed emozioni in diretta.

Ringrazio il sig. Heiri Zweifel del Tödi Shop di Linthal

FELDKIRCH - Ultima tappa Austriaca

Erich Klotz e Signora
Colazione Austriaca



Feldkirch - Conservatorio di musica






Notte insonne, forse ero troppo stanco... sveglia alle 6, colazione e dopo aver abbracciato i miei ospiti ho ripreso il cammino, che dire, me la sono presa comoda, c'era il sole e la valle era meravigliosa, peccato per il troppo asfalto.
Comunque sono arrivato a Feldkirch, città stupenda, potete costatarlo dalle foto, un caldo asfissiante... poi, naturalmente ha cominciato a piovere, erano le 15, ora sono le 19 ed ancora piove, da qui a Vaduz (Liechtenstein) c'è ancora alternanza di asfalto e sentiero, ma comunque ormai sono a due passi dal mio incontro con gli amici di Verona: Prof. Cevese, Dr. Ardigò e Sig.na Begnini

Video molto particolari

video video








IL PRIMO VIDEO E' LA TRANSUMANZA MATTUTINA DAL PAESE DI SCHROCKEN SU VERSO GLI ALPEGGI CUI PARTECIPOA TUTTO IL PAESE, IL RISTORANTE OFFRE VINO, BIRRA, SALUMI, FORMAGGI ETC.


IL SECONDO VIDEO E' RIVOLTO A TUTTE LE NOSTRE MOGLI..... PENSATE A QUESTA POVERA DONNA CHE COSA DEVE FARE TUTTE LE MATTINE..... MAGARI E' PIU' FELICE DI TUTTI NOI.... IO NON CREDO!

Per ascoltare meglio il suono dei video andate sulla destra dove c'è "Se vuoi puoi interrompere la musica" e cliccare sullo STOP

TURINGERBERG

da sinistra Erich, Wilhielm


Buchenbold
pediluvio



al Rifugio Biberacherhutte ha grandinato

Questa è la sala giochi per questo bambino.....


Solo pochissime parole per dire che dopo oltre 40 km sono arrivato a Turingerberg, l'albergo tuttavia è aperto solo per la ristorazione, qui ho incontrato Erich che mi ha ospitato a casa sua, anche grazie alla gentile insistenza di Wilhielm, ho pagato due o tre giri di birra ed ora, mentre aspetto che Erich si decida vado a casa sua a dormire.
Calorie consumate oggi oltre 5000, passi 46000, ore di attività oltre 13... credo che stanotte dormirò come un sasso, le foto le metto domani.
Eccomi qui di nuovo, è stata una bella camminata, facile se non fosse sempre per la solita pioggia, sono scivolato e mi sono di nuovo infangato, ma sono andato avanti anche perchè il percorso era facile, un fondo valle verdissimo ed un susseguirsi di piccoli paesini, sono arrivato verso le 21 in quel Ristorante Hotel che tuttavia era solo aperto come bar, ma Erich è stato grande, stamattina ricchissima colazione a base di salumi, uova, marmellate ed il solito caffè lunghissimo con latte freddo, ma a caval donato....

SCHROCKEN - Austria

Schrocken


Sosta per asciugare la biancheria addosso





Il rifugio Mindelheimerhutte


Sono a Schrocken, finalmente…. questa doveva essere una tappa tranquilla da percorrere in 4 ore e mezza, invece, a causa di un temporale fortissimo sono scivolato nel fango, ho raggiunto una baracca e dopo essermi spogliato, in mutande, sono andato a lavare, sotto la pioggia i pantaloni e la maglietta, poi ho aspettato che la roba, ben strizzata si asciugasse un poco, (troppo traffico aprire lo zaino e cercare altra roba asciutta), sono ripartito ed il sole mi ha asciugato mentre camminavo.
Naturalmente ho sbagliato sentiero e così sono sceso da 2000 a 1500 per poi con un ampio giro ritornare a circa 2000, tratti di sole e pioggia mi hanno portato qui, a circa 7 ore da Buchboden, meta della prossima tappa che percorrerò domani sotto la solita pioggia, ormai ci sono abituato.

MINDELHEIMERHUTTE



Il Rifugio Mindelheimer




Sono al rifugio Mindelheimerhutte, sono le 7,30, naturalmente non piove, grandina.
Siamo avvolti dalla nebbia… aspetto a scendere verso Schrocken e intanto, visto che c’è il segnale aggiorno il mio blog.
Partito da Oberstdorf fra sole ed improvvisi temporali facendo un fondo valle lunghissimo fra asfalto e sterrato, alpeggi verdissimi in cui si riversano torrenti impetuosi.
Il sentiero che porta al rifugio è subito impegnativo e si snoda fra nevai e tratti pietrosi dove spesso tutto frana.
In circa tre ore arrivo alla meta, naturalmente tantissima gente, qui trovi famiglie, gruppi di ragazzi e molti anziani che imperterriti del tempo inclemente continuano a salire verso i rifugi.
Oggi ho speso 3700 kcal, ho fatto 25000 passi in circa 7 ore di attività, niente di esagerato ma con la pioggia è risultato molto faticoso.
Mi restano ora sei giorni e sei tappe per arrivare a Sargans…. Finalmente in Svizzera.


P.S.

TANTISSIMI AUGURI A GIANNI, MIO COGNATO, CHE OGGI COMPIE GLI ANNI

Oberstdorf - Germania

CHE FACCIA DA SCEMO !!!


Veramente la pioggia mi segue, come Fracchia..... ma non pioggia normale, temporali violenti, e visto che questo tratto prevedeva percorsi... diciamo stupidi, io che ormai sono abituato alle alte cime, ho preso un autobus e sono arrivato in un posto da sceicchi arabi: OBERSTDORF.
Da qui domani mattina salirò verso Mindelheimerhutte 2058 metri, dislivello in salita di 1309 metri, 22 km da percorrere in circa 7 ore.
Il giorno dopo sarà la volta di Schrocken, tutta discesa fino a 1269 metri in circa 4 ore ma con la possibilità di camminare per una parte dell'altra tappa troppo lunga da completare, con sosta a 1585 in località Ober-Uberlutalpe dove dovrebbe esserci un rifugio di fortuna..... per questo stasera sono in bell'albergo... so che per almeno due giorni non potrò lavarmi nè avere dei lussi... se lusso significa dormire in un letto comodo ed avere la colazione sicura.
Diego purtroppo non c'è più, ma è il mio cammino e tutto ciò che viene è santo e benedetto.
Devo dire che non mi immaginavo di trovare queste Alpi così dure, in confronto gli Appennini sono una passeggiata, ho ancora in me il ricordo della scalata al rifugio Mailerhutte, credo e spero di non ripetere mai più un'esperienza simile.
Comunque sto bene, nessun problema fisico nè mentale, in questi prossimi giorni dovrò battere il tempo, nessuna distrazione nè soste prolungale, l'Università mi ha chiesto di anticipare di un giorno il rendez-vous, sicuramente mi troveranno con ancora il fango addosso.... bello caldo.
Un grandissimo abbraccio a tutti
Manfredi

P.S.

Ho dato un'occhiata alle previsioni meteo....... pioggia e temporali.... e allora? Tutto normale... niente nuove.... buone nuove, trekker bagnato, trekker fortunato